Giugno pisano


Nel mese di giugno si svolgono a Pisa una serie di manifestazioni molto suggestive, che trascinano per strada migliaia di persone fra pisani e turisti appositamente arrivati in città. Si tratta dei festeggiamenti per il patrono della città, san Ranieri Sacceri, morto nel 1161 (le cui spoglie sono esposte al pubblico in una cappella del Duomo).

La festa di san Ranieri cade il 17 giugno. Per questa occasione la città si veste letteralmente a festa: nei giorni precedenti i palazzi sui lungarni vengono addobbati con particolari strutture in legno (chiamate biancherie per il colore), che evidenziano le linee architettoniche degli edifici e servono da base di appoggio per migliaia e migliaia di lumini. Il 16 giugno, con l’arrivo del tramonto, le luci vengono accese, ed altre vengono affidate alle acque dell’Arno. Il colpo d’occhio toglie il fiato: file e file di fiammelle che si riflettono nell’acqua da una parte all’altra della città. La luminara (con questo nome i pisani chiamano la suggestiva usanza) porta per strada migliaia di persone (al punto che l’aspetto meno affascinante della manifestazione è proprio la grande folla che si riversa sui lungarni, rendendo praticamente impossibile camminare!), fino a che, intorno a mezzanotte, la festa si conclude con un grande spettacolo di fuochi d’artificio.

La luminara serve solo come preparazione alle celebrazioni per San Ranieri; il 17 giugno, infatti, si svolge la suggestiva regata storica. Si tratta di una sfida fra quattro imbarcazioni, una per ognuno dei quartieri principali della città, che devono percorrere 1500 metri contro corrente lungo il corso dell’Arno. Al termine della regata vera e propria un membro dell’equipaggio, chiamato montatore, deve arrampicarsi su un pennone per raggiungere il palio; la vittoria viene assegnata all’equipaggio che si è dimostrato più abile nel corso di tutta la competizione.

Qualche giorno dopo la festa di san Ranieri, generalmente nell’ultima domenica di giugno, si svolge sul Ponte di mezzo il Gioco del ponte.
L’Arno divide Pisa in due parti: Mezzogiorno (dove sorge la Stazione) e Tramontana (dove si trovano la Piazza dei Miracoli e le Università). Da tempo immemorabile i quartieri delle due parti si sfidano in giorni fissati, con giochi tradizionalmente violenti e che richiedono molta forza fisica. L’antenato dell’attuale competizione è il Gioco del Mazzascudo, una sorta di combattimento con i bastoni che si svolgeva in occasione del carnevale in piazza dei Cavalieri, fra l’XI e il XIII secolo. In epoca medicea il palcoscenico della manifestazione è diventato il ponte centrale della città, l’odierno Ponte di mezzo ed è nel corso del secolo passato che il duello ha assunto la forma attuale, con l’introduzione di una macchina che ha eliminato il contatto fisico fra i giocatori. L’attuale Gioco del ponte consiste infatti nel cercare di conquistare il dominio del ponte spingendo nel settore avversario un enorme carrello fissato su rotaie; nel gioco si sfidano per sei volte due equipaggi di 20 combattenti.

Il Gioco del ponte è preceduto da un suggestivo corteo storico: 709 figuranti, vestiti con abiti di stile cinquecentesco e foggia spagnola, sfilano sui lungarni suddivisi in tre cortei (il corteo di Mezzogiorno, il corteo di Tramontana e il corteo dei Giudici). Quando alla fine della processione i tre gruppi si incontrano in prossimità del Ponte di mezzo, allora viene dato il via ai combattimenti.


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Commenti (0) | January 26, 2010

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