Folklore toscano a Giugno


Ormai la primavera sta confluendo nell’estate, un periodo ricchissimo di manifestazioni ed eventi, basti pensare al Palio di Siena, alla Giostra del Saracino ad Arezzo, al calcio in costume di Firenze…

Oltre a questi appuntamenti più famosi, esiste poi una miriade di rassegne minori che si svolgono nei paesi e nelle cittadine toscane, alle quali spesso vale la pena assistere, perché è nelle cose più semplici che forse rimane qualcosa di veramente genuino e popolare.

Parliamo degli appuntamenti principali del mese di giugno. Partiamo da Firenze e dal “calcio in costume”, una competizione storica conosciuta in tutto il mondo che affonda le sue radici in tempi remoti. Il primo vocabolario italiano del 1612, degli Accademici della Crusca, avvalora la tesi che il gioco del calcio sia nato proprio da queste parti, passando però prima dai Greci e dai Romani. I Romani chiamavano il calcio Harpastum, che significa “strappato a forza”. Furono quindi con molta probabilità i legionari romani di stanza nella colonia Florentia ad introdurre questo gioco, che ha mantenuto fino ad oggi un carattere molto più aggressivo e impetuoso rispetto al calcio moderno che tutti conosciamo.

Attualmente il Calcio Storico Fiorentino è una grande rievocazione storica che si tiene ogni anno in piazza Santa Croce. Tre sono le partite (due eliminatorie e la finale) che tuttora si svolgono nel mese di giugno in occasione degli annuali festeggiamenti del Patrono S. Giovanni Battista.

Sempre a giugno, nella vicina Arezzo, ha luogo la Giostra del Saracino, detta anche Giostra ad burattum, che risale al Medioevo. La Giostra è un combattimento individuale, corpo a corpo, e il termine deriva dal latino juxta (presso, vicino). Questo gioco nacque come esercizio di addestramento militare, quando gli eserciti cristiani combattevano le guerre contro i musulmani per contrastarne l’espansione in terre cristiane ed il dominio della città di Gerusalemme. Il bersaglio è infatti un guerriero saraceno, il quale, pur avendo il ruolo della vittima predestinata, gioca anche una parte attiva nel torneo, perché appena viene colpito dalla lancia del cavaliere, al suo interno s’innesca il meccanismo che lo fa roteare velocemente su se stesso ed alzare la mazza di cui è provvisto, pronto a colpire quel cavaliere non sufficientemente lesto a fuggire via.

La Giostra si corre il penultimo sabato di giugno e la prima domenica di settembre. Preceduto da un variopinto corteo storico, che allinea per le vie della città oltre 350 figuranti, il torneo vero e proprio si svolge nella cornice di Piazza Grande. A sfidarsi sono i cavalieri dei quattro Quartieri della città, Porta S. Spirito, Porta Crucifera, Porta del Foro e Porta S. Andrea, che si scagliano contro l’automa corazzato. I vincitori hanno come premio la “Lancia d’Oro”.

Un altro premio ambito nei tornei è il palio. La parola deriva dal latino pallium, che significa mantello o rettangolo di stoffa. Nel Medioevo il palio era uno stendardo di stoffa pregiata, generalmente seta, velluto o broccato, riccamente ornato e ricamato. Veniva consegnato ai vincitori di gare che le città organizzavano nei giorni del loro santo patrono. Il Palio di Siena è sicuramente il più conosciuto (si svolge il 2 luglio e il 16 agosto), ma è famoso anche il Palio di San Ranieri a Pisa, che si svolge il 17 giugno e che consiste in una gara sull’Arno che impegna le imbarcazioni dei quattro rioni in cui è divisa la città. E se il palio è il premio che si aggiudicano i vincitori, la ricompensa beffeggiatoria per l’equipaggio che si è classificato per ultimo consiste in una coppia di paperi.


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Commenti (0) | January 26, 2010

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