Una Margherita…per l’impero ottomano


Gennaio spesso incute un pò di timore negli animi delle persone: è l’inizio di un nuovo anno, il principio dell’incognito o l’incipit dell’aspettativa, che i mesi a venire sapranno svelare e confermare; io me lo immagino austero, imponente, con le braccia incrociate che osserva severo gli altri mesi che giacciono composti ed in ordine, sotto di lui.


Abbiamo già cominciato il nostro percorso verso l’anno nuovo, qualcuno saprà già che strada deve percorrere, altri intraprenderanno un nuovo cammino lasciandosi guidare dagli eventi…ma il nostro invito è di seguirmi in un viaggio un pò insolito per il periodo in cui ci troviamo, ma che vale sicuramente la pena intraprendere.


Immaginate di trovarvi in un castello, costruito in cima alle scogliere a picco sul mare, in una notte buia e tempestosa…immaginate un’improvvisa ed inaspettata incursione di corsari che dal mare risalgono le rocce e, infine, il castello, pronti a depredare tutto ciò che trovano…Sì, si tratta proprio di uno scenario da romanzo, o meglio, da leggenda, perchè proprio di una storia vorrei parlarvi, accaduta qualche secolo fa, ormai, sulle coste della nostra Toscana, più precisamente sui monti dell’Uccellina, in quello che è l’attuale Parco Regionale della Maremma. Chi di voi ha visitato la zona, non può certo non ricordare la Torre della Bella Marsilia, oggi ridotta a rudere, ma un tempo, fino al 1500 circa, uno dei più bei castelli della zona, dimora di una famiglia potente e ricchissima, quella dei Marsili. La torre prende nome, infatti, dalla figlia, la bellissima Margherita, dai capelli rossi e gli occhi viola; il suo aspetto unico e particolare le conferiva quel fascino tanto ambito e, al tempo stesso, una naturale audacia e sicurezza.


La Maremma era, a quel tempo, una terra inospitale e paludosa, dove la malaria limitava l’età media di vita a poco più di vent’anni; briganti e corsari infestavano continuamente queste terre, ed è proprio quello che successe una notte al castello della famiglia Marsili. Fuori imperversava la tempesta, il castello sembrava protetto dal vento e dal mare che scagliava tutta la sua rabbia contro la scogliera…fu, così, allentata la guardia alla dimora, la natura pareva fosse già abbastanza forte per proteggere la famiglia dalle incursioni dei corsari…ma la realtà si presentò alquanto diversa.
I corsari riuscirono ad arrampicarsi sulle scogliere e da lì fin sopra il castello, penetrando all’interno e massacrando chiunque si trovassero davanti. L’unica superstite, non a caso, fu la bella Margherita, che venne catturata e condotta dinnanzi al Sultano Solimano II. Quest’ultimo, estasiato dall’incantevole bellezza della ragazza, la fece entrar a far parte del suo harem prima, per poi eleggerla sua favorita ed infine, sua prima moglie. Il fascino della ragazza maremmana lo aveva incantato a tal punto da essere completamente sottomesso al suo volere e lei, nonostante fosse ancora una ragazzina, aveva ben intuito quanto grande fosse il potere che madre natura le aveva concesso e cercò di sfruttarlo come meglio poteva. Si sbarazzò delle donne dell’harem che, in qualche modo, intralciavano il suo comando e si erano opposte al potere dispotico che era riuscita ad acquisire, poco a poco divenne la padrona effettiva del regno del sultano. Gli diede anche due figli, coloro che succederanno al padre nel comando dell’impero ottomano, dove rimase leggendaria con il nome di Margherita Marsili detta la Rossa, una coraggiosa ragazza venuta dalla lontana Maremma che, forse per timore, forse per rabbia o per il grande dolore, non riuscì mai nell’arco della sua vita a tornare tra gli scogli e le acque splendide della Toscana che le diedero i natali.
Ma leggenda vuole che, ogni sera durante il tramonto, il cielo sopra i ruderi di quel che fu il castello Marsili si illumini di una luce che pare ricordare la chioma rossa della bella Margherita, mentre le acque sottostanti si colorino del viola profondo dei suoi occhi.


Chissà se davvero la natura che la vide nascere, crescere ed essere brutalmente strappata alla sua dimora (ormai distrutta) la ricordi davvero ogni sera al tramonto omaggiandola con quel che fu la sua fortuna e la sua rovina al tempo stesso: i segni unici e inconfondibili della sua bellezza. E se voleste scoprirlo addentrandovi nel mistero della leggenda, Gennaio è il mese perfetto per ricreare l’atmosfera e il contesto di quella lunga notte, magari immersi nell’impeto del mare in tempesta…e lasciatevi consigliare, non abbassate mai la guardia!!


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Commenti (0) | January 14, 2009

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