Film girati a Firenze e provincia


Incredibile è la quantità e la varietà di incantevoli scorci che fanno di Firenze una naturale Camera con vista che ha conquistato molti registi italiani e stranieri come James Ivory. Dal 1915, anno cui risale il primo lungometraggio ambientatovi, Firenze è divenuta set cinematografico a cielo aperto di circa un centinaio di film, da <Hannibal di Ridley Scott a Il Ciclone di Leonardo Pieraccioni.
Abbiamo perciò pensato di proporne alcuni tra i più famosi ripercorrendo i luoghi in cui sono stati girati e rivivere così emozioni da grande schermo. Chi è interessato a compiere questo tour di persona, potrà rivolgersi all’Associazione Guide Turistiche Firenze.
E visitando la città si potrà più facilmente comprendere quanto esclama una delle protagoniste di Un té con Mussolini del fiorentinissimo Franco Zeffirelli: “Firenze è la natura umana che diventa divina e la bellezza che prende forma”.

Qui di seguito trovi informazioni, trame, registi e attori dei film girati a Firenze.

Camera con vista, James Ivory (1985), genere sentimentale
Indimenticabile per molti è la storia d’amore che sboccia in riva all’Arno tra George Emerson e Lucy Honeychurch (Helena Bonham Carter), giovani turisti inglesi in visita a Firenze. Tratto dal romanzo di Morgan Forster, il film presenta varie scene tra le più belle in alcune piazze del centro storico fiorentino, come quelle della Santissima Annunziata, di Santa Croce e della Signoria con la Loggia dei Lanzi, e sulle vicine colline di Fiesole.
Chi ha favoleggiato su una vacanza come quella del film, può far avverare il proprio sogno di ammirare le molte bellezze di Firenze e dei suoi dintorni scegliendo la propria “Camera con vista” presso una delle strutture da noi indicate.

Un té con Mussolini, Franco Zeffirelli (1999), genere drammatico
Gli Inglesi e la Toscana: un legame profondo, un amore secolare che si rivela nelle vicende della comunità anglosassone protagonista di questo film e impersonata da un cast internazionale (Maggie Smith, Judi Dench, Cher). A queste eccentriche signore inglesi Massimo Ghini affida l’educazione del figlio Luca, alter ego di Zeffirelli, la cui infanzia trascorre, negli anni Trenta e Quaranta, nel cuore della Firenze rinascimentale, tra gli Uffizi e la chiesa di Santa Maria Novella.
Altro luogo centrale del film è il Gran Caffé Doney, storico locale frequentato dagli Inglesi grazie anche alla sua vicinanza al consolato britannico. Se sorseggiare un té o una cioccolata da Doney non è più possibile, ci si può consolare con l’ampia scelta di caffé storici fiorentini tuttora aperti.

Hannibal, Ridley Scott (2001), genere thriller
Chi ritiene che Firenze, culla del Rinascimento, non possa che essere una città solare, radiosa, si ricrederà guardando questo film, atteso seguito del Silenzio degli Innocenti. La penna del giallista statunitense Thomas Harris riesce a gettare ombre minacciose sugli Uffizi e su Palazzo Vecchio, fulcro della città e teatro di un efferato assassinio commesso dal dottor Lecter, ruolo magistralmente svolto da Anthony Hopkins. Merito del film è quello di mostrare gli ambienti di Palazzo Capponi, magnifico palazzo settecentesco del centro storico fiorentino.

I Vitelloni, Federico Fellini (1953), genere commedia
Non rimane al di fuori del vagabondare o, come si dice da queste parti, del “bighellonare” di questo gruppetto di trentenni bambinoni la città di Firenze. Nel teatro Goldoni si svolge la festa di carnevale in cui un esilarante Alberto Sordi si getta nella mischia al ritmo di un frenetico charleston.
Puoi guardare questa scena nel video sottostante, mentre se vuoi scatenarti durante le tue vacanze fiorentine non hai che da scegliere tra i locali che la città ti offre.

Sindrome di Stendhal, Dario Argento (1995), genere thriller
Non poteva che essere Firenze il set di questo film. Infatti questa sindrome di cui scopre di essere vittima l’agente di polizia Anna Manni (Asia Argento), quando sviene alla vista dei capolavori della Galleria degli Uffizi, deriva il proprio nome dal senso di smarrimento e di vertigine descritti dallo scrittore francese Henri Beyle Stendhal durante il suo viaggio a Firenze: “Ero giunto a quel livello di emozione dove si incontrano le sensazioni celesti date dalle arti ed i sentimenti appassionati. Uscendo da Santa Croce, ebbi un battito del cuore, la vita per me si era inaridita, camminavo temendo di cadere”. Attenzione dunque a non farsi travolgere dalle bellezze di questa città.

L’arcidiavolo, Ettore Scola (1966), genere commedia
Che Firenze sia stata terra in cui hanno operato poeti, artisti e santi è storia, che sia stata anche la città in cui ha soggiornato l’arcidiavolo è finzione cinematografica, quella che vede protagonista Vittorio Gassman nei panni di Belfagor che, incaricato di recare scompiglio alla corte di Lorenzo il Magnifico, si aggira tra il Duomo, Palazzo Medici Riccardi e il Bargello.
Non saranno le bellezze di Firenze, ma le grazie di madonna Maddalena de’ Medici a farlo capitolare sino al punto di rischiare di morire per lei dopo aver rinunciato all’immortalità… non c’è che che dire davvero un povero diavolo questo Belfagor!

Amici miei I e II, Mario Monicelli (1975 e 1982), genere commedia
In questi primi due film della trilogia diverse sono le zingarate che i cinque amici combinano per le vie di Firenze. Memorabile è la scena degli schiaffi ai passeggeri di un treno in partenza dalla stazione di Santa Maria Novella, che puoi vedere nel video sottostante.
Privi di timori reverenziali, questi toscanacci sanno mettere in burla anche eventi seri e drammatici come l’alluvione del 1966.
Mentre i Lungarni sono inghiottiti dalla piena dell’Arno che tracima causando morti e feriti, il Perozzi (Philippe Noiret) commenta: “Ma che si fa oggi? Lo sci d’acqua!”. D’altronde, che i fiorentini non abbiano perso il loro spirito neanche dopo una simile situazione lo dimostrano le scritte su alcuni cartelli esposti subito dopo nelle trattorie, come: “ribassi incredibili, prezzi sott’acqua!”, “oggi specialità in umido” e “vendiamo stoffe irrestringibili, già bagnate”.

Complesso di colpa, Brian De Palma (1975), genere giallo
Un alone di mistero permea tutto questo film di hitchcockiana memoria (La donna che visse due volte), sin dalle prime inquadrature della chiesa di San Miniato al Monte. Illuminato da una luce sinistra, il suo interno emana una inquieta doppiezza che ben si adatta alla storia: l’attore principale Cliff Robertson (Spider man, I tre giorni del condor ecc.) vi incontra una donna che assomiglia particolarmente alla moglie morta da poco in un incidente.
Se per scoprire la soluzione dell’enigma basta guardare il film, per provare quel senso misterioso e magico trasmesso dall’architettura romanica occorre visitarla personalmente.

Pontormo – Un amore eretico, Giovanni Fago (2003), genere storico
Joe Mantegna interpreta il ruolo del pittore Jacopo Carrucci, meglio noto come Pontormo, in questo film che, ambientato nel Cinquecento a Firenze, ha il merito di mostrare delle interessanti ricostruzioni degli affreschi dipinti nella chiesa di San Lorenzo e andati distrutti e di quelli realizzati per la Certosa del Galluzzo e tuttora conservati.

Paisà, Roberto Rossellini (1946), genere drammatico
A chi guarda il quarto episodio di Paisà può sembrare irreale il deserto delle piazze della Signoria e del Duomo il cui silenzio è interrotto solo da alcuni spari, ma coloro che hanno vissuto a Firenze negli anni della guerra conservano nitidi i ricordi di quando il corridoio vasariano, che passa per Ponte Vecchio, rimase l’unico collegamento fra nord e sud della città.
Questo passaggio fu utilizzato dapprima dai partigiani e da tutti nei giorni della liberazione, come si vede nel film in cui i due protagonisti, partendo dal Giardino dei Boboli, raggiungono la Galleria degli Uffizi piena di sculture impacchettate.
Chi è interessato a vedere altre immagini di una Firenze “in bianco e nero” potrà visitare il Museo Alinari il cui archivio fotografico costituisce un patrimonio fondamentale per la memoria storica della città e di tutta Italia.

Viaggi di nozze, Carlo Verdone (1995), genere commedia
Non tanto la festa della Repubblica, quanto una partita di pallone riunisce sotto il tricolore noi Italiani, divisi dalle vicissitudini storiche. Il calcio è d’altronde uno degli sport che vanta una più longeva e rilevante tradizione sul suolo italico e soprattutto su quello fiorentino.
Quando la Gazzetta dello Sport diventa la Bibbia, il tifo può assumere toni esasperati, comici che il cinema nostrano ha talvolta evidenziato dando vita a simpatiche gag, come quella del video sottostante in cui Carlo Verdone, indossati i panni di Ivano, si affaccia ad una terrazza che dà su un panorama di Firenze ed esclama: “nun riesco a individua’ o’ stadio!”.

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Commenti (0) | March 1, 2010

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