Vacanze in Maremma


“…ma a me pare una Maremma amara…sia maledetta Maremma, Maremma, sia maledetta Maremma e chi l’ama…”. Con questi versi una cantante popolare dell’ottocento esprimeva l’essenza di una terra, la sua, tanto amata quanto odiata per la sua conformazione aspra e poco ospitale. La Maremma…i toscani che ci leggono si aspetteranno sicuramente un finale di frase abbastanza “colorito”…dato che la Maremma è spesso oggetto di frasi imprecatorie tipiche del volgare toscano, ad ulteriore testimonianza delle difficoltà che ha creato, soprattutto in passato, ai suoi abitanti.

La Maremma e i suoi girasoli

“CENNI STORICI

Dal punto di vista geografico, la Maremma è un territorio che si estende dalla Toscana al Lazio, affacciandosi sul mar Tirreno, principalmente suddiviso in tre grandi aree: la Maremma pisana o livornese, la Maremma grossetana e quella laziale. Fino al XIX secolo circa, la Maremma appariva agli occhi dei suoi abitanti come un vasta distesa di territori paludosi, intrappolati in una poltiglia di fango ed acqua che impediva il sorgere di sinuose colline verdi da poter coltivare. “Maremma” era, fino a non molto tempo fa, sinonimo di malaria, dovuta al ristagno delle acque, che favoriva la nascita e la prolificazione delle zanzare anofele; si dice che la la durata media di vita nella provincia di Grosseto durante quel periodo fosse di circa 23 anni. Gli abitanti delle zone più soggette all’infezione della malattia erano costretti ad abbandonare le loro case ed i loro terreni durante i periodi più colpiti (fenomeno noto con il nome di “estatura”), ed a rifugiarsi nelle zone collinari, motivo per cui molti paesi si sono sviluppati, nel corso degli anni, in posizioni arroccate su monti e colline. Nonostante gli insidiosi rischi che la Maremma nascondeva tra le sue distese paludose, moltissimi braccianti decidevano di sfidare la sorte, o meglio, la natura, per trovare un lavoro, seppur stagionale e mal pagato.
“Maremma” era, inoltre, sinonimo di brigantaggio, anche se la violenza del “brigante” scaturiva dalla fame, dalla povertà e dal clima di tensioni sociali che derivava dallo sfruttamento dei latifondisti e dalle condizioni di miseria in cui erano costretti a vivere i lavoratori. Un brigantaggio “popolare”, insomma, alla Robin Hood, a favore del popolo e di una maggiore “giustizia sociale”.
Ma “Maremma” è anche sinonimo di una della più grandi opere di bonifica del territorio mai esistite: non pochi sforzi, non poche vite sono costate per trasformare questa vasta zona in una distesa coltivabile, sana e vivibile. Grazie alle opere di bonifica, è stato possibile anche attuare una riforma agricola per favorire la distribuzione e l’assegnazione dei latifondi tra la popolazione, dando vita, così, ad un processo che ci ha portati alla situazione attuale.

Oggi la Maremma si presenta come un patchwork di realtà e paesaggi diversi tra loro, ma tutti ugualmente affascinanti e custodi di una terra piena di storie e tradizioni da raccontare. Come i butteri, per esempio: se vi capita di fare un giro in Maremma, meglio se a piedi, per poterne cogliere i colori, gli odori, i sapori, magari avrete la fortuna di incontrare qualche buttero indaffarato con la sua mandria di cavalli maremmani, un tempo impiegati per seguire i greggi da pascolo.

PARCHI NATURALI

Una delle attrazioni più interessanti del territorio maremmano è costituita dai parchi naturali, il più importante tra i quali è il Parco Regionale della Maremma, un concentrato di natura nelle sue svariate sfaccettature, che presenta al suo interno moltissime specie animali e vegetali diverse tra loro; da non dimenticare è anche il Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano e le numerose riserve naturali archeologiche da questa terra custodite, come quella di Baratti e Populonia, dove è possibile visitare una delle necropoli etrusche meglio conservate fino ai giorni nostri.

Foce del fiume Ombrone, immagine presa da www.parco-maremma.it
Foce del fiume Ombrone, immagine
presa da www.parco-maremma.it

SPIAGGE

Maremma non significa soltanto natura incontaminata e specie animali e vegetali protette, ma anche mare, con fondali unici al mondo, spiagge e scogliere da sogno, come il Promontorio dell’Argentario e di Piombino, la costa degli Etruschi e quella d’Argento.

La costiera maremmana, infatti, presenta una grande varietà al suo interno, così da accontentare sia gli amanti delle lunghe e rilassanti spiagge, sia gli appassionati degli scogli e delle immersioni subacquee, che potranno godere dei numerosi fondali marini brulicanti di vita.

Una particolarità di alcune spiagge maremmane è il colore: se nella zona della Maremma livornese, più precisamente a Rosignano Marittimo, sembra quasi di stendersi sulla bianca sabbia dei tropici (vengono chiamate, infatti, Le spiagge bianche), poco più a sud, nella parte di Maremma dove gli insediamenti etruschi hanno resistito più a lungo e dove ancora, di conseguenza, si notano le tracce del loro passaggio, alcuni tratti di spiaggia sembrano quasi luccicare sotto il riverbero cocente del sole. Si tratta di minuscole presenze di ferro che rendono la sabbia quasi color nero, testimonianza di una delle maggiori attività di questa grande civiltà che ci ha preceduto: la lavorazione del ferro. Addirittura, non molto distante dalla costa, sul fondale marino possono ancora esser avvistati gli ultimi residui dell’antico porto etrusco, proprio dove si trovava a quei tempi, ed è stupefacente scoprire il tratto di costa che è stato “inghiottito” dal mare in questo lasso di tempo, se pur lungo che sia.

LA MAREMMA IN CUCINA

Come gran parte della cucina toscana, anche quella maremmana è caratterizzata da ingredienti semplici e da piatti che mantengono inalterate le caratteristiche delle tradizionali ricette.

Ed ecco che sulle nostre tavole compaiono ancora, per l’immensa gioia dei commensali, la Ribollita, la Zuppa di pane, la Pappa al pomodoro e la Zuppa di cavolo nero, gustosi piatti tipicamente toscani che derivano dalla necessità, in passato, di non buttare mai via il pane raffermo e di riutilizzarlo per la preparazione di altri piatti, pane che, in Toscana, a differenza delle altre regioni, ha la caratteristica di essere senza sale.

Degna di particolare nota è la Maremmana, la carne bovina che qui in Maremma viene allevata allo stato brado o semibrado.
Al giorno d’oggi, non esistono i branchi d’allevamento numerosi che caratterizzavano la pianura maremmana fino a qualche tempo fa, dove il mandriano doveva controllare molti capi di bestiame di vacche, tori e cavalli; questa figura era rappresentata dal buttero, colui che, a dorso dei tipici cavalli maremmani, seguiva e controllava il suo bestiame. Oggi, le aziende non si dedicano più come un tempo all’allevamento dei capi allo stato brado, sostituendo con processi meccanici e industrializzati ciò che prima veniva tramandato di generazione in generazione. Ecco perché, attraversando la campagna maremmana, capita, anche se adesso ormai raramente, di imbattersi in queste figure divenute l’icona per eccellenza della Maremma toscana, quella immortalata nei dipinti di numerosi artisti toscani che qui davano libera espressione alle impressioni ricevute dal contatto con questa natura, attraverso l’unione, il contrasto e la sovrapposizione di macchie di colore.

Particolarmente saporita, la maremmanaè ideale ed indicata per la preparazione di piatti quali lo Spezzatino e il Brasato.

Tipici della Maremma sono, di conseguenza, anche tutti i derivati dell’allevamento bovino: salumi, formaggi, come i caprini freschi e aromatizzati, ma di particolare rilievo è senza dubbio la cacciagione, abbondante nel verde della boscaglia maremmana dove la tipologia di vegetazione favorisce, appunto, la presenza di selvaggina come cinghiali, lepri, daini.

Non dimentichiamoci, però, che parte della Maremma si sviluppa anche sulla costa, motivo per cui anche il pesce è un ingrediente che si trova in abbondanza sulle tavole maremmane e, come in ogni posto di mare, la sua preparazione dà vita a piatti che fanno onore alla cucina toscana!

Ecco qui qualche suggerimento nel caso in cui vi troviate da quelle parti:


Acqua cotta

Per le ricette e le modalità di preparazione si rimanda al sito:
http://www.terradimaremma.it/maremma/ricette.htm

TOSCANA: TERRA DI CHIANTI E NON SOLO…

E chi l’ha detto che Toscana sia sinonimo solo di Chianti in materia di vino?
Anche la Maremma nasconde, tra le sue dolci e verdi colline, filari di vigneti da cui vengono ricavati alcuni tra i migliori vini al mondo. La strada del vino – Costa degli Etruschi: da questa zona, che comprende soprattutto il tratto di costa chiamato degli Etruschi, provengono 4 tipi di vini DOC:
il Bolgheri, tra cui è d’obbligo citare il famoso Sassicaia, rinomato in tutto il mondo, il Montescudaio, il DOC della Val di Cornia e quello dell’isola d’ Elba, di cui l’Aleatico è il porta bandiera.

Nella zona a nord-est della provincia di Grosseto, invece, si snoda un altro percorso eno-gastronomico degno della denominazione DOC, in particolare rinomato per la produzione di 6 vini:
L’ Ansonica Costa dell’Argentario, il Bianco di Pitigliano, il Capalbio, il Morellino di Scansano, il Parrina e il Sovana.

Come disse Mario Soldati, noto scrittore e regista italiano del secolo scorso, “il vino è la poesia della terra”… e deve esser vero, dato che questa terra di Toscana è un proliferare di buoni vini e grandi menti!

Sassicaia, immagine presa da
www.nettarietruschi.it

ARTE IN MAREMMA – I MACCHIAIOLI

Quando si parla di arte in Maremma, così come accade per la figura del buttero, il movimento dei Macchiaioli assurge al ruolo di icona-simbolo di questa terra, non tanto per la provenienza dei suoi maggiori esponenti, quanto per le tematiche rappresentate nelle opere d’arte.

Chi non ha in mente almeno uno dei quadri del livornese Giovanni Fattori, dove le imponenti figure dei butteri a dorso dei loro cavalli maremmani si stagliano sullo sfondo di un paesaggio che ricorda inequivocabilmente le pianure e i litorali della Maremma?

I Macchiaioli nascono in opposizione a quella che al tempo, ovvero durante la seconda metà del 1800, era considerata la pittura accademica : un’arte “istintiva”, basata sul verismo e sul realismo derivato dall’osservazione della natura circostante, delle persone, degli spaccati di vita quotidiana, di momenti realmente vissuti; un’arte che voleva rappresentare le impressioni del momento, dettate dalle esperienze personali vissute dagli artisti, piuttosto che dal loro bagaglio di conoscenze accademiche accumulate in tanti anni di studi e regole da dover applicare.

La macchia rappresentava il getto di colore istintivo, l’istante rubato furtivamente al tempo e immortalato sulla tela, senza nessun filtro applicato dagli insegnamenti accademici ricevuti che prevedevano un certo tipo di impostazione.

Giovanni Fattori fu, insieme a Telemaco Signorini e Silvestro Lega, uno dei maggiori esponenti di questa corrente ottocentesca.

Bestiame al pascolo, di G. Fattori

Musei in Maremma

Se siete amanti dei musei, anche la Maremma, come tutta la Toscana, ha da offrire pane per i vostri denti! Musei archeologici, acquari, musei enologici, artistici, naturalistici e antropologici… una tale varietà di attrazioni culturali da farvi perdere il senso dell’orientamento!

Proprio per evitare di disorientarvi nella vostra scelta, vi consigliamo di dare un’occhiata a questo sito, dove sono elencati tutti i musei della Maremma divisi sia per tipologia, che per zona: http://www.museidimaremma.it/
Si tratta di una sorta di “Cicerone” all’interno della Rete Museale della Maremma, un percorso culturale creato dalla provincia di Grosseto che mette a disposizione di tutti i visitatori dei musei la Musei Card per poter usufruire di numerosi sconti e vantaggi per tutte le iniziative culturali promosse dal territorio maremmano.

FILM GIRATI IN MAREMMA

Avreste mai pensato che addirittura l’agente segreto più famoso al mondo, lo 007 in persona, James Bond (nella fattispecie Daniel Craig) venisse in Maremma a girare la scena di un inseguimento in mare per il suo ultimo film Quantum of Solace?

E non solo: giusto per citare alcuni tra i più famosi, ricordiamo Vittorio Gassmann nel celebre Sorpasso e il regista esordiente, a quel tempo, nel 1988, Davide Lucchetti in Domani accadrà.


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Commenti (0) | March 18, 2010

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