L’Arcipelago Toscano


L’estate in Toscana può riservarvi davvero grandi sorprese… In questa terra vi aspettano non solo arte, storia e monumenti ma anche un’immersione totale nella natura. Davanti a un ventaglio di possibilità pressoché infinite, vorremmo presentarvi qualcosa che di solito rimane un po’ ai margini del consueto turismo, le isole dell’Arcipelago Toscano.

La leggenda narra che le isole furono originate dal diadema che Venere perse nuotando nelle acque limpide del Mediterraneo. Tutte diverse una dalle altre, queste isole sono uniche al mondo. Sono luoghi di vacanza ideali, con le loro spiagge di sabbia, le piccole insenature e le formazioni rocciose e rappresentano il più grande parco marino d’Europa, con circa 60.000 ettari di mare protetto attorno a Capraia, Giannutri, Gorgona, Montecristo e Pianosa e 18.000 ettari di aree terrestri tutelate che si estendono anche sulle due isole maggiori, l’Elba e il Giglio.

Liberamente si possono visitare soltanto l’Elba, il Giglio, Giannutri e parte dell’isola di Capraia, un’isola interamente vulcanica, la più a nord dell’arcipelago, praticamente priva di spiagge. Dopo aver per più di un secolo ospitato una colonia penale, è frequentata da molti appassionati subacquei attratti dai fondali e dalle innumerevoli grotte. L’isola di Gorgona, la più piccola dell’Arcipelago, è ancora oggi un’isola-penitenziario ed è visitabile solo con tour organizzati. Pianosa invece non è più sede del carcere di massima sicurezza ed è tornata ad essere accessibile ai turisti. Infine tutto il territorio di Montecristo è sede di una riserva naturale biogenetica ed è visitabile solo da mille persone l’anno.

L’Arcipelago Toscano oltre ad una natura incontaminata, vanta anche una storia ricchissima: Roma non era stata ancora fondata quando l’Elba era nota a tutte le civiltà del Mediterraneo per la presenza del ferro. Nell’antichità Greci, Etruschi e Romani si contesero il dominio dell’isola, mentre nel Medioevo fu la volta delle Repubbliche Marinare di Pisa e Genova. Dal XVI al XVIII secolo i Medici, gli Spagnoli, gli Austriaci, gli Inglesi e i Francesi si insediarono all’Elba. Di tutto questo naturalmente si è conservato molto: splendidi resti di ville e terme romane sono disseminati un po’ ovunque; torri di avvistamento, forti, castelli e bastioni sono testimonianza del tentativo inesausto degli isolani di difendersi dalle incursioni dei pirati e dai saccheggi dei saraceni. Tuttavia l’evento che proiettò l’isola sul palcoscenico mondiale fu il breve regno di Napoleone, che in dieci mesi di esilio realizzò opere pubbliche molto importanti.

Il suo soggiorno forzato ha lasciato segni evidenti. Ancora oggi la bandiera ufficiale dell’Elba è quella voluta dal condottiero corso: tre api d’oro su una striscia rossa in campo bianco e ogni anno nella Chiesa della Misericordia di Portoferraio il 5 maggio, viene celebrata una Messa di Requiem in suo suffragio.

Un’altra data molto sentita all’Elba è sicuramente il 14 luglio, quando a Capoliveri un corteo di cento figuranti rievoca con una fiaccolata per terra e per mare la leggenda dell’Innamorata. Questa tradizione ci riporta al Cinquecento e ad una profonda e appassionata storia d’amore finita tragicamente. Dopo numerose vicissitudini il nobile Lorenzo ottenne il consenso, sempre negato dalla sua famiglia, al matrimonio con Maria, una semplice popolana. Proprio alla vigilia delle nozze i saraceni catturarono Lorenzo e lo trascinarono su una scialuppa. Maria seguì la scena da una scogliera e si tuffò in mare nel tentativo di salvare il fidanzato che, a sua volta, sfuggì ai suoi carcerieri e si tuffò in acqua. Ma le onde li travolsero insieme e sullo scoglio ormai noto come “la ciarpa” rimase solo la sciarpa abbandonata da Maria prima di tuffarsi in mare.

La rievocazione che viene organizzata risale alla seconda metà del XVII ed è nata per volontà di un nobile spagnolo, Domingo Cardenas. Fu in una sera di luglio infatti che Domingo credette di aver visto un’ombra di donna illuminata da una miriade di luci; aveva sentito i racconti dei pescatori sullo sfortunato amore di Maria e Lorenzo e per questo rimase sconvolto dalla visione, promettendo a se stesso che per permettere a Maria di ritrovare il suo Lorenzo, avrebbe acceso mille torce sulla spiaggia illuminandola a giorno, e che per questo motivo fu ribattezzata la “Spiaggia dell’Innamorata”.


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Commenti (0) | January 29, 2010

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