Rocca San Silvestro e le sue miniere


La zona collinare a nord di Campiglia Marittima, ricca di minerali da estrazione, è stata sede di imponenti attività geominerarie per varie volte nel corso dei secoli. Oggi un sapiente lavoro di riscoperta e valorizzazione ha portato alla nascita di un parco a tema, il Parco Archeologico Minerario di San Silvestro.

Il Parco Archeologico Minerario di San Silvestro prende nome dal centro medievale di Rocca San Silvestro. Vi si trovano le belle rovine del castello fortificato, che costituiscono una delle tappe della visita. Il castello ed il villaggio sono stati completamente abbandonati nel corso del XV secolo, all’inizio di una fase di dismissione delle attività minerarie; rispetto ad altri borghi pittoreschi presenti nella zona, Rocca San Silvestro è quindi una testimonianza intatta della vita cittadina del Medioevo, perché non ha subito assestamenti o riorganizzazioni nel corso dei secoli.

Il percorso principale del Parco Archeologico Minerario si snoda fra gallerie, cunicoli e pozzi minerari. Un tratto di galleria usata un tempo dai minatori, la Miniera del Temperino, è stato messo in sicurezza e reso agibile per i visitatori, che possono percorrere più di 300 metri nel sottosuolo, alla scoperta delle tecniche di estrazione e delle condizioni di lavoro dei minatori dei secoli passati.

Completano la visita i due piccoli musei del parco, uno dedicato all’archeologia e l’altro alla mineralogia.

La particolarità del territorio di San Silvestro (su cui si fonda anche il grande interesse culturale del parco) è quella di conservare le testimonianze di ben quattro fasi storiche dell’attività estrattiva. Nonostante la ricchezza del terreno, infatti, le tecniche e le tradizioni della lavorazione del metallo hanno vissuto lunghi cicli di oblio, ed ogni volta la lavorazione e l’estrazione sono riprese con tecniche nuove.
La prima e importante fase dell’attività estrattiva è quella antica, romana e etrusca, che si è arrestata nel I secolo a.C.; sono stati poi necessari undici secoli prima che, in pieno medioevo, le miniere e le manifatture tornassero a vivere. Dopo una nuova interruzione, iniziata nel XIV secolo, le attività estrattive sono riprese in epoca moderna, nel XIV secolo, e infine di nuovo in epoca contemporanea, fra il XIX e il XX secolo. Alle vestigia etrusche a alle rovine medievali si accostano perciò i resti delle strumentazioni più moderne, in una specie di grande archivio delle tecniche e delle tecnologie minerarie.


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Commenti (0) | January 29, 2010

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