I Quattro Mori di Livorno


A chi arriva via mare a Livorno, approdando nel vecchio porto mediceo, la città si presenta offrendo la sua immagine più nota: il monumento di Ferdinando I, universalmente noto come i Quattro Mori.

Il monumento dei Quattro Mori è impressionante e suggestivo: sul piedistallo si erge la statua marmorea di Ferdinando de’ Medici, mentre in basso, incatenati ai quattro angoli della base, si trovano quattro statue in bronzo, raffiguranti quattro prigionieri saraceni.
Fu il figlio di Ferdinando, Cosimo II, a commissionare la statua, per onorare l’opera di messa in sicurezza del Tirreno condotta dal padre. Nella statua il granduca indossa infatti l’uniforme di Gran Maestro dell’Ordine dei Cavalieri di Santo Stefano, ordine che lo stesso Cosimo I de’ Medici aveva fondato nel 1561 con lo scopo di liberare le coste dalle insidie dei pirati turchi.

La statua di Ferdinando è in bianco marmo di Carrara (proprio a Carrara fu scolpita, per essere poi portata a Livorno via mare nel 1601). Rimase per alcuni anni nella piazzetta della darsena, prima di essere collocata sul piedistallo (ma in posizione meno arretrata di quella in cui si trova oggi, poiché fu spostata di circa 20 metri nel 1888). È stato allora che si sono aggiunti anche i quattro mori in bronzo, progettati da Pietro Tacca, fusi in un’officina di Firenze e trasportati a Livorno attraverso l’Arno su grosse chiatte. I primi due arrivarono in città nel 1623; gli altri seguirono, tre anni dopo.
Le statue in bronzo rappresentano dei prigionieri saraceni, seminudi, condotti con plastico rispetto dell’anatomia umana; il colore scuro stride con il marmo candido in cui è scolpito Ferdinando. I calchi in gesso prodotti dal Tacca in preparazione alle sculture mostrano come il progetto originale prevedesse che solo due dei prigionieri avessero lineamenti orientali, e che due avessero i tratti somatici europei; solo in seguito i mori sono diventati quattro. Si racconta che il metallo di cui sono fatti provenga proprio da armi sottratte a pirati, e pare che il Tacca abbia scelto come modelli alcuni turchi detenuti nei bagni penali della città.

Una delle curiosità cittadine è la ricerca del punto dei quattro nasi: esiste infatti un punto, e solo uno, da cui è possibile vedere i nasi di tutti e quattro i mori incatenati.

Il monumento dei Quattro Mori è un esempio di come un’opera, estraniata dal proprio contesto, possa arrivare a rappresentare qualcosa di opposto al reale motivo d’ispirazione. Il monumento è nato infatti come un elogio alla convivenza civile; chi non conosce la storia di Livorno vi ha visto però un elogio alla schiavitù e alla supremazia della cultura europea su quelle orientali. Queste accuse e questi fraintendimenti hanno radici antiche: già alla fine del Settecento, sulla scia emotiva della Rivoluzione francese, il conduttore dei Repubblicani francesi a Livorno propose di modificare il monumento perché rappresentasse la vittoria della libertà sui quattro vizi; a tale scopo la statua di Ferdinando fu tolta dal piedistallo e abbandonata a terra per alcuni mesi. L’unico scopo raggiunto con questa iniziativa fu quello di far depredare la statua di alcuni attrezzi in ottone che la ornavano: appena i francesi, nel 1799, furono costretti a lasciare la città, i livornesi abbandonarono ogni progetto di modifica e rimisero al proprio posto il vecchio Ferdinando.


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Commenti (0) | January 29, 2010

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