Il Maestro torna a Casa!


Il Maestro torna a Casa! Finalmente, dopo un restauro durato qualche anno, la casa di Giacomo Puccini a Lucca riapre le porte al pubblico: è nuovamente possibile visitare gli ambienti originali, ammobiliati con arredi storici, della casa natale ed ammirare oggetti e documenti a lui appartenuti, tra cui cartoline, appunti, lettere, partiture autografe di composizioni giovanili.
Discendente di una famiglia di organisti e maestri di Cappella da varie generazioni, per Giacomo Puccini era quasi scontato intraprendere una carriera in ambito musicale. Un po’ meno facile immaginare la fama internazionale che quel ragazzino scavezzacollo avrebbe riscosso, da grande, con le sue arie d’opera. Sono melodie intrise di tenero amore e pathos struggente, note pervase da un intenso lirismo che arriva dritto al cuore. Non occorre avere studiato musica per capire le emozioni provate dai suoi protagonisti, ma soprattutto dalle sue eroine.
D’altronde, il rapporto di Puccini con l’universo femminile ha avuto sempre un ruolo centrale nella sua produzione, così come in tutta la sua vita, sin da bambino. Rimasto orfano di padre a soli cinque anni, Giacomo viene cresciuto dalla madre insieme alle cinque sorelle e a un unico fratello, all’interno di quell’appartamento al secondo piano in corte San Lorenzo 8 a Lucca. E anche una volta cresciuto, il Maestro continuerà a coltivare i suoi legami con il gentil sesso, divenendo per sua stessa affermazione “un potente cacciatore di uccelli selvatici, libretti d’opera e belle donne”. Le più famose donne di Puccini non sono quelle però della cerchia familiare né quelle da lui amate, ma le figure femminili che popolano le sue opere.
Donne consacrate all’immortalità dalla musica. Le loro storie, seppur diverse e lontane per epoche e ambientazioni, s’incontrano sul palcoscenico dell’Arte: la Madama Butterfly, così tenace in un’attesa amorosa destinata a spegnersi in una dolorosa disillusione, la Mimì della Bohème, tanto fragile nel corpo quanto sensibile d’animo, e la Turandot, liberata dal suo gelido orgoglio grazie all’amore per quell’ignoto principe che all’alba vincerà! E se il nome suo nessun saprà, questo misterioso straniero ha per molti assunto l’aspetto di Luciano Pavarotti. Ha infatti spopolato davvero ovunque l’interpretazione del Nessun dorma del nostro Big Luciano.
Ed è proprio seduto al pianoforte Steinway & Sons conservato nella casa natale di Lucca che Puccini compone le immortali note di questa romanza… l’ultima, l’opera lasciata incompiuta dal Maestro e completata da Franco Alfano. Così, senza un finale, Arturo Toscanini concluse la ‘prima’ della Turandot il 25 aprile del 1926 con le parole “Qui muore Puccini”. E nella sua Lucca, a partire dal 13 settembre, Puccini torna a ‘rivivere’ in quelle stanze che lo videro bambino.

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Commenti (0) | September 21, 2011

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