Ghirlandaio e Giovanna Tornabuoni


Stiamo parlando di un ritratto, il ritratto di Giovanna Tornabuoni, eseguito nel 1488 in pieno Rinascimento fiorentino dal pittore Domenico Ghirlandaio. Senza annoiarci in una biografia dell’artista, ricordo per inciso che il Ghirlandaio è ancora oggi famoso come autore di importanti cicli di affreschi sia a Firenze che a Roma.

Si tratta dunque di un comune ritratto, uno fra le centinaia che decoravano le pareti delle abitazioni fiorentine nel XV secolo. Certamente questo è un ritratto eseguito da una mano molto raffinata ma ciò è ovvio visto il prestigio della signora che raffigura. La quale signora ha un’acconciatura all’ultima moda che nel Quattrocento prevedeva anche la rasatura dei capelli sopra la fronte per renderla più ampia del normale. Inoltre, adottando la posa di profilo, il pittore ha potuto mettere in evidenza il vanitoso intreccio di tessuti (broccato e seta riccamente decorati) che danno rilievo alla veste elegantissima, resa ancora più preziosa dal lussuoso pendente in oro e perle bianche.

Stiamo parlando di un ritratto, il ritratto di Giovanna Tornabuoni, eseguito nel 1488 in pieno Rinascimento fiorentino dal pittore Domenico Ghirlandaio. Senza annoiarci in una biografia dell’artista, ricordo per inciso che il Ghirlandaio è ancora oggi famoso come autore di importanti cicli di affreschi sia a Firenze che a Roma.


Si tratta dunque di un comune ritratto, uno fra le centinaia che decoravano le pareti delle abitazioni fiorentine nel XV secolo. Certamente questo è un ritratto eseguito da una mano molto raffinata ma ciò è ovvio visto il prestigio della signora che raffigura. La quale signora ha un’acconciatura all’ultima moda che nel Quattrocento prevedeva anche la rasatura dei capelli sopra la fronte per renderla più ampia del normale. Inoltre, adottando la posa di profilo, il pittore ha potuto mettere in evidenza il vanitoso intreccio di tessuti (broccato e seta riccamente decorati) che danno rilievo alla veste elegantissima, resa ancora più preziosa dal lussuoso pendente in oro e perle bianche.


Bisogna aggiungere qualcosa: molti autori del tardo Quattrocento ci informano a chiare lettere sulle principali coordinate che fanno di una donna una bella donna: capelli biondi, occhi grandi, collo alto, gambe lunghe, petto ampio (pensate anche a una fra le fanciulle più famose dello stesso periodo…). Se il Ghirlandaio, nel realizzare il ritratto, non ha ecceduto in un miglioramento estetico di Giovanna Tornabuoni, allora va detto che la stessa doveva essere considerata una donna bellissima.


Eppure, nonostante i numerosi raffinati dettagli che il pittore ci fornisce per convincerci della leggiadra bellezza di Giovanna, qualcosa nel suo operare sembra non convincerlo appieno. Intanto è strana, al di là di quanto si è detto, la scelta di una posa di profilo, normalmente usata nei ritratti di ‘Stato’ (State-portrait) (le antiche monete con il profilo degli imperatori, oppure certi ritratti di condottieri del Rinascimento…). Il profilo infatti ci fa vedere solo mezzo volto, rendendo quasi impossibile la memorizzazione dei connotati. Soprattutto, poi, incuriosisce quel foglietto attaccato alla parete della libreria alle spalle di Giovanna, il quale in latino recita:


Ars utinam mores animum que effingere posses,

Pulchrior in terris nulla tabella foret
.

Arte, se tu potessi raffigurare i costumi, il carattere e l’animo,

Non ci sarebbe sulla terra un quadro più bello.

La frase è tratta dal poeta latino Marziale, vissuto nel I secolo a.C. Il significato è chiaro: nonostante tutti gli accorgimenti e tutto il sentimento, c’è un limite alle possibilità dell’operare artistico. Ghirlandaio sembra quasi scusarsi con Giovanna per il fatto di non poter andare oltre: per non potere, suo malgrado, raffigurarne le qualità dell’anima e del carattere (rendendole così anche un garbato complimento…).

In fondo, però, credo che quei versi restino soprattutto una dichiarazione d’intenti, valida sempre e dovunque ci si accinga a realizzare un ritratto: nonostante tutti i limiti, l’obiettivo che si insegue resta quello di presentare, di una persona o di un luogo, anche i suoi costumi, il suo carattere e la sua anima.

Commenti (2) | February 5, 2010

2 Responses to “Ghirlandaio e Giovanna Tornabuoni”

  1. unitre grugliasco Says:
    October 26th, 2017 at 17:17

    come mai i versi di Marziali sono riportati al centro della rotonda in via Cigna a Torino?

  2. Gianfranco Says:
    April 19th, 2019 at 09:43

    voleva significare che non tutto ciò che vediamo realizzato in periferia, riusciamo farlo bene … basta guardare la rotonda di Piazza Baldissera poco distante da quel luogo , e ci si rende conto dello stato d’animo degli abitanti che vi risiedono e degli automobilisti che l’attraversano

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