Chiese di Siena e provincia


Attraversata dalla Via Francigena, la strada che da Canterbury conduceva i pellegrini a Roma, la provincia di Siena vide nel corso del Medioevo sorgere una miriade di monasteri e chiese.
Per visitare i principali edifici religiosi di Siena conviene fare il biglietto cumulativo, valido tre giorni, al costo di € 10, con cui visitare il Duomo, il Museo dell’Opera, il Battistero, la Cripta, l’Oratorio di San Bernardino e il Museo Diocesano di Arte Sacra.

Cattedrale di Santa Maria Assunta a Siena

In questa pagina trovi alcune informazioni sulle chiese e sugli edifici religiosi più importanti della provincia di Siena e sulle loro opere d’arte sacra.

Chiese a Siena

Cattedrale di Santa Maria Assunta
Se guardando il duomo di Siena si ha subito l’impressione di un edificio imponente e riccamente decorato, figurarsi come sarebbe apparso se i lavori di ampliamento iniziati nel Trecento fossero andati a buon fine, anziché interrompersi a causa della peste e dei problemi economici. Per avere un’idea è sufficiente guardare i muri interrotti della navata laterale destra e della facciata, il facciatone, raggiungibile salendo 131 scalini.
Da non perdere, all’interno, il pulpito di Nicola Pisano, la cappella del Voto, progettata da Gian Lorenzo Bernini, e la Libreria Piccolomini. Questo ambiente è visitabile a pagamento, ma il prezzo del biglietto è decisamente ricompensato dalla bellezza degli affreschi del Pinturicchio.
Un altro capolavoro si trova ai tuoi piedi: è il pavimento in marmo intarsiato, decorato con 56 pannelli, alcuni realizzati su disegni di Beccafumi. Per completare la conoscenza delle opere create per la Cattedrale ti consigliamo di vistare il Museo dell’Opera del Duomo.
Terminiamo con una curiosità: sulla fiancata sinistra della cattedrale di Siena si trova una pietra che tra le tante che formano le mura esterne della chiesa può passare inosservata ma che da tutte le altre si distingue per la presenza di un quadrato magico su cui sono incise cinque parole latine su altrettante righe: ‘sator – arepo – tenet – opera – rotas’. Comunque uno le legga, da sinistra o da destra, dal basso in alto o viceversa, si ottiene la stessa frase alla quale sono state date numerose interpretazioni esoteriche, alchimiste, religiose… Il ritrovamento su una colonna a Pompei di un quadrato polidromico come quello senese rende piuttosto plausibile la lettura cristiana, secondo cui i primi cristiani avrebbero usato queste scritte come un codice di riconoscimento. Sembra confermare questa interpretazione la croce centrale formata dalle parole TENET e l’allusione alla croce dall’affiancamento alla T di tenet delle lettere A e O, alfa e omega, l’inizio e la fine che nella religione cristiana si riferiscono a Dio.

Battistero di San Giovanni
Insolita la posizione sotto le campate conclusive del coro del duomo di questo edificio che rischia di passare inosservato. All’interno del Battistero interamente affrescato si può ammirare il fonte battesimale, magnifico complesso in marmo realizzato da un terzetto d’eccezione: Donatello, Jacopo della Quercia e Lorenzo Ghiberti.

Basilica di San Domenico
Questo edificio gotico è il primo convento domenicano fondato in Toscana. Particolarmente bella è la cappella di santa Caterina da Siena, interamente decorata con dipinti e affreschi. La santa che frequentò la basilica di San Domenico è raffigurata in un quadro di Ambrogio Lorenzetti. E, visitata la chiesa, non si può dimenticare di passare davanti alla vicina Fonte Branda, la più famosa delle fonti senesi, ricordata già nel Trecento come meta dei forestieri a Siena. Rimasta integra, conserva le tre arcate che delimitano altrettante vasche.

Santuario-Casa di Santa Caterina
Il santuario è stato creato sul luogo dove ha abitato la santa più importante di Siena, ma anche di Italia, tanto da esserne la patrona. Tra gli ambienti più interessanti da visitare segnaliamo la camera della santa, con la pietra usata come cuscino, e l’Oratorio del Crocifisso con la croce di fronte alla quale Caterina avrebbe ricevuto le stimmate.

Abbazia di San Galgano
Abbazia di San Galgano

Chiese fuori Siena

Abbazia di San Galgano
La spada nella roccia è per molti il titolo di un classico Disney sul giovane re Artù, ma chi visita la provincia di Siena può scoprire che, oltre a Excalibur, esiste un’altra spada nella roccia: quella infissa nel 1180 da Galgano Guidotti e attualmente protetta in una cupola di plexiglas all’interno dell’eremo di Montesiepi. Deciso ad abbandonare le armi e gli agi di una vita dissoluta, questo cavaliere abbracciò una esistenza monastica di cui resta questo eremo in cui, oltre alla tomba del santo e alla sua spada, si possono ammirare gli affreschi di Ambrogio Lorenzetti e in un cofanetto in ferro due mani e avambracci mummificati.
Un pannello sottostante attribuisce gli arti a un ladro che invano nel 1181 tentò di impadronirsi della spada di San Galgano.
Accanto si erge la grande abbazia cistercense, il cui stato di abbandono per molti secoli ha causato il disfacimento del tetto e del pavimento dando vita ad una inattesa compenetrazione tra elementi architettonici e naturali. Il monastero è motivo di ispirazione per molti artisti, registi e musicisti, come testimoniano i concerti che vi si tengono durante l’Estate Musicale Chigiana. Per saperne di più sull’abbazia di San Galgano si consiglia di leggere l’articolo pubblicato su Tuscany travel.

Abbazia di Sant’Antimo
Se la leggenda attribuisce a Carlo Magno la fondazione dell’abbazia benedettina di Sant’Antimo, alcuni ritrovamenti ne anticipano l’origine. Nel corso dei secoli molti pellegrini, attraversando la via Francigena, hanno trovato accoglienza presso questo complesso monastico che, situato nei pressi di Montalcino, è tuttora abitato dai frati e, quindi, non completamente visitabile.
Non occorre prenotare ed è possibile, anzi conveniente, richiedere la visita guidata in modo da apprezzare al meglio questa chiesa romanica che in una giornata di sole risplende grazie alla brillantezza dell’alabastro (pietra traslucida locale) con cui è fatta buona parte del presbiterio (area riservata al clero). Contribuiscono a creare un’atmosfera a metà tra serenità e sacralità i canti gregoriani che, intonati dai monaci, risuonano sovente nelle navate e chi è interessato a questo genere di musica potrà ascoltarne alcune tracce cliccando qui.
Non è rimasto immune dal fascino di Sant’Antimo il regista Franco Zeffirelli che vi ha girato una scena saliente di Fratello Sole, Sorella Luna. Puoi trovare ulteriori informazioni sull’abbazia di Sant’Antimo consultando la pagina su Tuscany travel.

Abbazia di Monte Oliveto
Abbazia di Monte Oliveto

Abbazia di Monte Oliveto
In un’oasi di verde, nel deserto delle crete senesi, si innalza l’abbazia benedettina di Monte Oliveto Maggiore, cui si accede attraverso il ponte levatoio nella torre merlata. Eretto per volere di tre appartenenti delle più prestigiose casate senesi, i Tolomei e i Piccolomini, questo complesso monastico racchiude il bellissimo ciclo di affreschi di Luca Signorelli e Antonio Bazzi noto come il Sodoma. Tra le altre opere degne di nota ti segnaliamo il coro ligneo intarsiato da fra Giovanni da Verona.
Interessante è anche visitare l’emporio dove i monaci vendono le ceramiche, i liquori ed altri prodotti locali o di erboristeria da loro realizzati seguendo la regola di San Benedetto ora et labora.

Collegiata di San Quirico d
Collegiata di San Quirico d’Orcia

Collegiata di San Quirico d’Orcia
Nel luogo dove avvenne lo storico incontro fra l’imperatore Federico Barbarossa e gli inviati di papa Adriano IV sorge il borgo medievale di San Quirico d’Orcia con la collegiata dei Santi Quirico e Giulitta alla cui realizzazione partecipò anche lo scultore Giovanni Pisano. Se suo è uno dei portali laterali, molto bello è anche quello maggiore, ricco di decorazioni (leoni, coccodrilli…)

Cattedrale di Pienza
Pienza, città nata da ‘un pensiero d’amore e da un sogno di bellezza’ del papa Pio II Piccolomini, fu completamente ristrutturata su progetto urbanistico di Bernardo Rossellino e questo piano di ristrutturazione fu concepita l’attuale cattedrale dedicata a Santa Maria Assunta e affacciata sulla piazza centrale del paese senese su cui s’innalza anche il Palazzo Piccolomini.
Se internamente la chiesa di Pienza è ancora legata allo stile gotico, l’esterno è decisamente rinascimentale e risente dell’influenza di Leon Battista Alberti.
Due volte l’anno la cattedrale proietta nella piazza un’ombra lunga esattamente quanto l’altezza dell’edificio e il cerchio di pietra sul pavimento fa da contrappunto all’oculo della chiesa. Grazie al suo orientamento verso sud il fenomeno si verifica intorno alle date dell’equinozio di primavera e di quello d’autunno.


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Commenti (0) | March 1, 2010

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