L’urlo muto di Stazzema


Stazzema


Questo mese è il mese della memoria, dei ricordi che non devono e non possono essere cancellati, affinché chi non può più raccontare con le proprie parole ciò che successe, possa trovar voce non solo in queste poche righe, ma anche in tutti quegli strumenti che l’arte e la cultura mettono, da sempre, a disposizione della storia.


Il 25 Aprile l’Italia festeggia l’anniversario della liberazione dal regime fascista, evento che risale alla fine della seconda guerra mondiale e, in particolare, al 25 Aprile 1945, giorno in cui i partigiani liberarono Milano dalle truppe nazi-fasciste. Merita spendere qualche parola, dunque, su questo evento così importante per la storia del nostro paese, ma soprattutto, su tutte quelle persone che non possono essere qui con noi a festeggiare, di anno in anno, quello che senza di loro non sarebbe potuto accadere. Di parole ne ha spese molte lo scrittore James McBride nel suo libro scritto a commemorazione di uno degli eventi più tragici della storia dell’uomo, di cui è testimone e custode un piccolo paesino della Toscana, Sant’Anna di Stazzema. Situato nella zona dell’Alta Versilia, Sant’Anna, frazione del comune lucchese di Stazzema, fa capolino al mare dall’alto dei suoi 600 metri, arroccato nel ricordo che le pareti rocciose delle circostanti Alpi Apuane non potranno mai dimenticare, portando tracce indelebili di quello che la natura umana è riuscita a compiere all’insegna di una “lucida pazzia”. Un rifugio sicuro, o almeno così sembrava: i boschi parevano proteggere con le loro chiome chi cercava riparo dall’ira funesta della guerra e dalla furia omicida di alcuni dei soldati tedeschi.

L’alba del 12 Agosto 1944, invece, portò con sé un orribile risveglio: circa 400 soldati delle Waffen SS tedesche irruppero nel piccolo paese portando morte e distruzione, senza discriminazione alcuna. Il numero delle vittime del solo borgo di Sant’Anna ammonta a 560, per la stragrande maggioranza tra anziani, bambini e donne, un’ insensata strage di cui è ulteriore testimonianza il link che vi segnaliamo di seguito, dove è riportato un elenco, addirittura incompleto, delle vittime di quel fatidico giorno:

http://www.santannadistazzema.org/sezioni/THE%20MEMORY/pagine.asp?idn=1132

Lo scopo? Intimidire e, conseguentemente, dissuadere gli abitanti del paese dal proteggere i partigiani impegnati sul fronte della Resistenza. Il risultato? Un paese distrutto, centinaia di vite stroncate ed una Resistenza ancor più combattiva che, meno di un anno più tardi, riuscirà a riprendersi il proprio Paese.

Vi consigliamo di dare un’occhiata ai link sottostanti, se non lo avete mai fatto, per avere un’idea di quello che vi abbiamo appena raccontato in modo, purtroppo, molto succinto.

http://www.oikos.org/politica/santanna.htm

http://www.santannadistazzema.org/sezioni/LA%20MEMORIA

James McBride ha voluto immortalare nelle sue pagine la storia di 4 soldati americani di colore appartenenti alla divisone Buffalo, in quegli anni di supporto in Italia per combattere i nazi-fascisti.

“Miracle at St. Anna” è il titolo di questo romanzo che vuol dar voce a tutti coloro che l’eccidio ha reso muti per l’eternità. Un evento che non ha mosso soltanto il mondo della letteratura: il noto regista Spike Lee ha girato un film su questa vicenda storica ispirandosi al romanzo di McBride. Il film, dall’omonimo titolo, vuol render giustizia alle brutalità commesse e, allo stesso tempo, al coraggio dei soldati di colore protagonisti delle vicende raccontate che troppo raramente sono stati ricordati per aver combattuto con egual ardore ad americani ed europei per la libertà e la democrazia.

Sant’Anna di Stazzema diventa, quindi, un set cinematografico: tra l’ottobre e il novembre scorsi si sono svolte le riprese del film, parte a Roma, a Cinecittà, e parte a Sant’Anna…forse, come spesso accade, qualche oscuro segreto si sarà svelato alle telecamere affinché il mondo potesse conoscere la verità, anche se le testimonianze di chi ha visto e può tuttora raccontare non lasciano molto spazio all’immaginazione:

Forse è stato davvero “l’impercettibile bisbiglio di un’anima in attesa di giustizia” a far sì che, quando ormai l’inchiesta sull’eccidio di Sant’Anna sembrava archiviata, spuntasse della documentazione fino ad allora nascosta che ha portato alla riapertura del processo e alla consecutiva condanna all’ergastolo dei maggiori responsabili, tra sottufficiali ed ex-ufficiali tedeschi, dei crimini di guerra sopra descritti.

Senza aggiungere altre parole, vi lasciamo al silenzio dei vostri pensieri…magari anche voi potrete sentire un lieve e piacevole sussurro, senza riuscire a capire da dove viene: “non dimenticare”.


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Commenti (0) | May 20, 2010

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