Verdiana e le sue serpi


Verdiana e le sue serpiSimile ad un’elegante scrigno è il santuario che a Castelfiorentino custodisce le spoglie mortali di Verdiana, umile figlia di questa meravigliosa campagna toscana, anche se l’agiografia, come d’abitudine, preferisce piuttosto ribadirne le nobili origini. Un edificio che, pur di origini molto più antiche, ci appare oggi come il risultato di una riuscitissima ristrutturazione settecentesca, con una bella facciata porticata e statue in terracotta, mentre l’interno appare decorato con affreschi e stucchi di notevole qualità.

Scendendo una rampa di scale quasi nascoste alla vista, si giunge alla minuscola e nascosta cella dove la santa, di ritorno da un pellegrinaggio a Santiago di Compostela e poi (attraverso la via Francigena proprio di qui passava) a Roma, si fece murare nel 1202, quasi rapita da un furore religioso. Era allora poco più che ventenne e avrebbe vissuto da reclusa per ben trentaquattro lunghissimi anni, fino alla morte, con l’unica compagnia di due serpi, pregando e facendo aspra penitenza, vivendo di stenti e compiendo miracoli.

Quando morì e venne sfondata la parete, la trovarono genuflessa, con gli occhi rivolti a Dio. Verdiana, contemporanea del famosissimo Francesco, è invece una santa quasi sconosciuta, un personaggio che non ha mai partecipato ad eventi particolarmente clamorosi. Eppure fu da subito oggetto di una viva devozione popolare, tanto che lo stesso Boccaccio (e Certaldo, ricordiamolo, è a un tiro di sasso da Castelfiorentino) la cita nel suo Decamerone dando per scontato che l’uditorio ne conoscesse le vicende. La sua immagine, come purtroppo accadeva, venne pure sfruttata dal Comune di Castelfiorentino per scopi politici.

Immemore, o forse disinteressato, di tutto questo clamore, il corpo prodigiosamente incorrotto di Verdiana, riposa in un’urna in una cappella all’interno del santuario. Accanto, oggetti preziosi, ma anche le semplici, scarne testimonianze della sua umile vicenda terrena: una croce, la statuina di San Jacopo che aveva portato da Compostela, un pezzo d’aglio, avanzo della sua ultima cena, la cestina di vimini con la lana che usava per i suoi lavori quotidiani. Ed infine, il teschio di una delle serpi (l’altra fuggì via al momento della sua morte), simbolo della santa e tema ricorrente della sua iconografia. E due serpi, infatti, fanno da cornice alla più celebre ed antica immagine della santa, quella dipinta su una tavola agli inizi del sec. XIV e custodita nell’annesso, splendido museo; si tratta di una ridipintura, variamente attribuita e, forse, sotto c’è dell’altro: anche qui, un mistero che continua.


Chiavi: , , , ,

Commenti (0) | January 28, 2010

Lascia un commento



Cerca
Agriturismo
in Toscana:

Regione

Provincia
Persone


  

  

Bookmarks

Cerca
Hotel
in Toscana:

Regione


Provincia

Dal 1997 ... La Toscana Newsletter

Toscana Newsletter: Pillole di Toscana via email. Lascia il tuo indirizzo email e metteti comodo, il tuo Viaggio in Toscana è appena cominciato. Riceverai la Toscana Newsletter ogni mese. Iscriviti


Copyright © 2011 4Tourism s.r.l - All rights reserved.
4Tourism s.r.l società unipersonale Via S.Antioco 70 - 56021 Cascina (PI) Codice Fiscale 01618980500 - Partita Iva 01618980500
Numero R.E.A 141307 - Registro Imprese di PISA n. 01618980500 Capitale Soc. € 10.000,00 i. v.