Scopri Arezzo e la sua terra con i Della Robbia


Lo spunto per questo viaggio nella provincia di Arezzo, ricca di bellezze naturali ed artistiche e feconda di pittori e letterati, mi è venuto leggendo dell’inaugurazione della mostra I Della Robbia, il dialogo tra le arti nel Rinascimento che dal 21 febbraio al 7 giugno è ospitata all’interno del Museo Statale di Arte Medievale e Moderna di Arezzo.

Ripercorrendo le orme di una delle più grandi famiglie di artisti del Quattro-Cinquecento, il turista è invitato a visitare non solo questo capoluogo toscano ma anche le valli della sua verde terra attraverso cinque itinerari fervidi di suggestioni, a partire da quelle provenienti dalle terracotte invetriate la cui tecnica antica riscoperta da Luca Della Robbia, capostipite di questa famiglia di artisti, permette di trasformare la terra in uno smalto resistente agli attacchi degli agenti atmosferici e alle ingiurie del tempo.
Così, nonostante siano trascorsi diversi secoli da quando operarono i Della Robbia, le loro terrecotte policrome invetriate non hanno perso nulla in lucentezza e brillantezza. Il segreto di una tale bellezza, indenne alla patina degli anni, fu a lungo custodito all’interno della bottega fiorentina dei Della Robbia che si assicurarono il ‘monopolio’ di questa produzione artistica finché, secondo quanto racconta Giorgio Vasari nelle Vite, una donna non rivelò tutto a Benedetto Buglioni ed inizio così una produzione di stampo industriale.
Le terracotte robbiane fanno parte di un percorso espositivo in cui scultura, pittura, architettura e arti decorative sono chiamate a confrontarsi attraverso l’opera di alcuni dei rappresentanti principali del Rinascimento, da Donatello a Verrocchio, da Perugino a quel genio di Leonardo.

A tal proposito chi è a caccia dei segreti celati dietro la Gioconda, viaggiando per il Valdarno aretino, potrà ammirare il paesaggio che Leonardo da Vinci decise di immortalare come sfondo del suo capolavoro più famoso e discusso.
Alle spalle di Monna Lisa con il suo enigmatico sorriso si staglia, infatti, il ponte a Buriano le cui arcate medioevali uniscono le rive dell’Arno da cui nelle giornate autunnali sale la nebbia ed ogni cosa perde il suo nitore, avvolta da un’atmosfera sfumata, di grande suggestione, come quella che permea la tela leonardesca.

Il nostro viaggio nella terra aretina continua alla volta della Val di Chiana dove, altiera e nobile, si erge l’antica città di Cortona in cui la scrittrice Frances Mayes ha ambientato Sotto il sole della Toscana, uno dei suoi libri di maggiore successo da cui è stato tratto l’omonimo film Under the Tuscan Sun di Audrey Wells.
Se, passeggiando per le strade del borgo natio di Luca Signorelli e Pietro Berrettini meglio noto come Pietro da Cortona, vi capita di imboccare via Dardano su cui si affacciano molti edifici del Duecento-Trecento, soffermatevi ad osservare al numero 15 Palazzo Mancini. Accanto alla porta principale noterete che ce n’è una più piccola e stretta: è la porta del morto che nel Medio Evo veniva aperta esclusivamente per fare uscire una bara. In base ad una credenza etrusca, si riteneva che insieme al defunto fosse la Morte stessa ad essere cacciata dalla casa e che, tenendo chiusa la porta, non le sarebbe stato più possibile entrarvi.

D’altronde in questa terra di Toscana La vita è bella, almeno sul grande schermo; proprio ad Arezzo Roberto Benigni ha infatti girato buona parte delle riprese del film che lo ha lanciato nel panorama internazionale delle star del cinema. Quello aretino dev’essere un paesaggio particolarmente familiare al nostro caro toscanaccio nato vicino a Castiglion Fiorentino che, a dispetto del nome, si trova a pochi chilometri da Cortona, nella provincia di Arezzo.
A questo suo illustre concittadino il paese di Manciano Misericordia ha dedicato una statua nel Parco della Creatività mentre ad Arezzo il Caffé dei Costanti, ritrovo storico di intellettuali e set cinematografico del film, propone la coppa gelato La vita è bella.

Termina qui il nostro viaggio attraverso una terra affascinante che di motivi per essere visitata ne offre tanti, anzi come scriveva Anton Giulio Barrili a proposito di Arezzo “Se non ci siete mai stati, vi prego di andarci alla prima occasione, anche a costo di farla nascere, o d’inventare un pretesto. Vi assicuro io che mi ringrazierete del consiglio”. Associandomi alle parole dello scrittore e patriota italiano, non mi resta che augurarvi una buona vacanza ad Arezzo.

Commenti (0) | January 26, 2010

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