Librerie a Arezzo e provincia


Viaggiando per la provincia di Arezzo, si possono ammirare le valli ed i colli che lasciano a bocca aperta la protagonista di Under the Tuscan Sun, che l’autrice Frances Mayes ha ambientato prevalentemente a Cortona e nella campagna circostante.
Ma la letteratura della terra d’Arezzo vanta anche illustri scrittori italiani: Petrarca e Aretino in primis. Se vuoi leggere classici della narrativa nostrana o best seller stranieri, consulta l’elenco di alcune librerie della provincia di Arezzo cui puoi rivolgerti per trovare anche testi in lingua originale.

Edison Book Store a Arezzo, dal sito www.edisonarezzo.it

Le principali librerie di Arezzo e alcune librerie in provincia di Arezzo sono presenti in questa sezione con particolare attenzione per quelle librerie in cui il settore turistico e di libri in lingua originale è ampio.

Librerie a Arezzo
Edison Book Store
Piazza Risorgimento 31
Telefono: 0575 299352
Sito web: www.edisonarezzo.it
Aperta fino alle 24, tutti i giorni, questa libreria è il rifugio ideale per gli amanti della lettura. E la lingua non è certo un ostacolo, dal momento che si trovano anche libri in inglese, francese, tedesco, spagnolo e russo.
E, mentre si è alla ricerca tra gli scaffali, può capitare di assistere a incontri con scrittori e poeti, letture di brani letterari (open reading) e presentazione di libri.

Viaggiando
Corso Italia 110
Telefono: 0575 21232
Sito web: www.viaggiando.ar.it
Ecco la libreria ideale per i turisti come te, e non poteva chiamarsi che Viaggiando. In realtà il termine libreria è un po’ riduttivo perché qua dentro trovi ,non solo libri, ma tutto ciò che può servirti per un viaggio, dall’abbigliamento alle scarpe.
Magari puoi trovare lo spunto per la tua prossima meta, cercando tra carte stradali, mappe, guide turistiche, riviste e pubblicazioni specializzate, quelle più adatte, puoi consultare il materiale comodamente seduto, magari sorseggiando un caffè e consultando la posta elettronica.

Hanno scritto su Arezzo e la sua provincia:

  • “Lettori gentili, siete mai stati ad Arezzo? Se non ci siete mai stati, vi prego di andarci alla prima occasione, anche a costo di farla nascere, o d’inventare un pretesto. Vi assicuro io che mi ringrazierete del consiglio. La Val di Chiana è una tra le più amene e le più pittoresche “del bel paese là dove il sì suona”.
    Anzi, un dilettante di bisticci potrebbe sostenere che il sì è nato proprio in Arezzo, poiché fu aretino quel monaco Guido, a cui siamo debitori della scala armonica. Ma, a farlo apposta, Guido d’Arezzo non inventò che sei note, dimenticando per l’appunto di inventare la settima.
    Forse, ribatterà il dilettante di cui sopra, Guido non ha inventato il si, perché questo era già nella lingua madre, o il brav’uomo non voleva farsi bello del sol di luglio. Comunque sia, andate in Val di Chiana e smontate ad Arezzo. La città non è vasta, ma che importa?” Anton Giulio Barrili
  • “Arezzo, come un ciel terrestro è il lino cerulo, il vento aulisce di viola. Ove sono Uguccion della Faggiuola e il cavalier mitrato Guglielmino? […] Van sonetti del tuo Guitton, canzoni del tuo Petrarca per colline e valli; e con voce d’amore tu mi parli.
    Bruna ti miro dall’aerea loggia che t’alzò Benedetto da Maiano. Fan ghirlanda le nubi ove Lignano e Catenaia e Pietramala poggia. E fànnoti ghirlande i tralci a foggia di quelle onde i tuoi vasi ornò la mano pieghevole del figulo pagano quando per lui vivea l’argilla roggia.” Gabriele Gabriele D’Annunzio, Alcyone
  • ‘Cara mamma, è giorno di mercato a Cortona. La piazza è in festa, e tutti sono invitati. […] Mi piacerebbe restare più a lungo, ma la campana mi ricorda del tempo che passa. ‘Ding-dang-dong’, dice la campana, anziché ‘ding-dong.’ Audrey Wells, Under the Tuscan Sun
  • ‘Ricordo due Cortona: quella che sale e quella che scende. Quella che sale è un labirinto di stradine senza porte e finestre, di scale strette, di archi, di muri ondulati, di pietre in mezzo alle quali nasce un filo d’erba […] Quella che scende è molto diversa, perché, non essendo più gli occhi rivolti verso l’alto, scoprono il sole, una pianura immensa, il lago lontano e, più vicini, i tetti, i campanili, la forma delle strade e, infine, le finestre […] Insomma, vista dal basso, Cortona è la penombra un po’ fredda di una città rigida, medievale; vista dall’alto è un osservatorio celeste.’ Thierry Laget

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Commenti (0) | March 10, 2010

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