Francesco I: Un Sovrano Maledetto


Francesco I: Un Sovrano MaledettoFrancesco I (1541-1587) è uno dei membri più noti della pur celebre famiglia dei Medici. Eppure, divenuto granduca di Toscana nel 1574, non fu mai amato dal suo popolo che pare, anzi, festeggiasse addirittura la notizia della sua morte. Un rispetto che non mancò invece a suo padre, Cosimo I, morto a soli 54 anni, precocemente invecchiato nel fisico a causa della gotta, autentica tara genetica della famiglia; e che pur aveva già visto morire ben sette dei suoi undici figli. Un’altra, la bella Isabella, morirà subito dopo, strangolata da un marito violento e geloso.

Forse anche queste vicende dovettero contribuire a forgiare il carattere, introverso e cupo, di Francesco de’ Medici che non divenne mai quell’abilissimo politico che fu suo padre. E, molto probabilmente, l’arte del governo non gli interesso mai granché. Preferendo agli affari di stato di gran lunga gli studi alchimistici e scientifici e trascorrendo gran parte del suo tempo fra gli alambicchi ed i fornelli del laboratorio che si era fatto costruire nei suoi giardini di San Marco.

Fu anche un protettore di artisti, in primo luogo di Bernardo Buontalenti cui affidò la realizzazione dello Studiolo di Palazzo Vecchio, un ambiente preziosamente decorato con dipinti che rimandavano ad oscure simbologie alchemiche e nel quale conservava le sue collezioni di oreficeria, di pietre dure, di monete, di macchinari. E dal quale, tramite una scala segreta, poteva uscire dal palazzo senza essere visto.

Lo schivo e taciturno Francesco de’ Medici, aveva un’altra travolgente passione, che doveva renderlo ancora più inviso ai Fiorentini: quella per una bella gentildonna ed avventuriera Veneziana: Bianca Cappello. Costei, innamoratasi di un modesto rappresentante a Venezia del banco dei pegni dei fiorentini Salviati, aveva abbandonato la città lagunare per sfuggire alla sua famiglia che si opponeva violentemente a tale matrimonio. I due si rifugiarono a Firenze dove Bianca dette alla luce una figlia, cui dette il nome di Pellegrina. Non si sa esattamente come e quando. Fatto sta che Francesco se ne innamorò perdutamente. Una relazione che destò scandalo in tutta la città. Anche perchè il Medici aveva nel frattempo contratto matrimonio con Giovanna d’Austria, sorella dell’imperatore Massimiliano II d’Asburgo. La quale, però, non era davvero una gran bellezza e per giunta dotata di un carattere superbo ed arrogante. Eppure, nonostante l’insofferenza nei confronti della vita di corte fiorentina, per lei così provinciale, Giovanna sopportò con grande dignità e compostezza la relazione extraconiugale di suo marito, cui diede anche un figlio maschio, Filippo, che morì in tenerissima età.

Se una persona ebbe dei vantaggi della tresca fra Francesco I e la bionda Bianca, fu il marito di lei, che ne ricavò denaro, benefici e addirittura uno splendido palazzo, tanto da venire battezzato dai Fiorentini con l’allusivo soprannome di Cornidoro. Ma, dedito ormai al gioco d’azzardo e ad ogni sorta di vizio, dovette ad un certo punto esagerare con le sue richieste. Tanto che, una notte, nei pressi del ponte di Santa Trinita, venne pugnalato a morte da alcuni sicari, mentre l’amante che lo consolava delle sue disavventure coniugali, Cassandra de’ Ricci, venne assassinata nel suo letto da alcuni uomini mascherati.

Bianca era consapevole del fatto che, se avesse dato a Francesco quel figlio maschio che Giovanna d’Austria non riusciva a donargli, avrebbe potuto raggiungere una posizione ben più importante nella vita della corte granducale e nel cuore del suo principesco amante. Riuscì così, comprandolo, a sottrarre il neonato ad una certa Lucia che aveva appena partorito. Alla madre fu fatto credere che il figlio era morto appena nato e che il suo latte poteva essere utilmente impiegato per un neonato di casa Medici. Incredibilmente, per un certo lasso di tempo, il trucco riuscì, anche per la complicità del medico di corte. Francesco stesso si sentì un padre felice tanto da imporre al bambino il nome di Antonio, in onore del santo cui attribuiva la grazia ricevuta. Ma poi, la verità venne a galla, complice una cameriera che rivelò alla nutrice che il bambino che stava allattando, era in realtà il figlio che credeva morto. Pare che, successivamente, lo stesso medico, in fin di vita per una grave malattia, confessasse le sue colpe. Ciò nonostante, Francesco, mantenne immutati il nome e l’affetto nei confronti del piccolo.

Nel 1578, per i postumi di una caduta nella chiesa della Santissima Annunziata, moriva Giovanna d’Austria. Aveva solo 31 anni ed era già alla settima gravidanza. Pare, che le sue ultime parole fossero di affetto nei confronti del marito.

A soli tre mesi di distanza, Francesco sposò in segreto Bianca che per questo divenne a tutti gli effetti granduchessa di Toscana. Ciò accrebbe ancora l’odio dei componenti della famiglia de’ Medici e del popolo di Firenze nei confronti della bionda veneziana che veniva ritenuta una donna di facili costumi ed un’avventuriera senza alcun ritegno.

Eppure fra i due vi fu probabilmente un affetto sincero. Francesco, ormai insofferente nei confronti della corte di Firenze, fece costruire dal Buontalenti, nella vicina Pratolino, una villa sontuosa che venne celebrata, assieme al bellissimo giardino, come un luogo di meraviglie. Qui, e nell’altra dimora di Poggio a Caiano, il granduca si ritirava assieme a Bianca che non riusciva a dargli il figlio tanto desiderato e la cui bellezza, a soli quarant’anni, era definitivamente scomparsa a causa delle deformità causate dall’idropisia. Lo stesso fisico di Francesco era ormai segnato dai veleni che manipolava nelle sue ricerche alchimistiche e dalle sue stranezze alimentari.

L’8 ottobre 1582, rientrato nella villa di Poggio a Caiano dopo una giornata passata a cacciare, venne colto da una forte febbre. Volle curarsi come sempre a modo suo, ma senza sortire alcun risultato. Morì dopo alcuni giorni di agonia. Nel frattempo, anche Bianca cominciò a presentare gli stessi sintomi. Quando Francesco spirò, nessuno osò comunicare il fatto alla sua consorte, la quale tuttavia capì ugualmente e pare sussurrasse: “Desidero morire assieme al mio signore”. Ciò che infatti accadde a sole undici ore di distanza.

I maligni suggerirono che Bianca avesse preparato una torta avvelenata per suo cognato, il cardinale Ferdinando ma che fosse stata poi mangiata per un errore da Francesco e, successivamente, da lei in preda alla disperazione. In ogni caso, fu l’epilogo di un storia d’amore che aveva creato grande scandalo e che doveva essere messa a tacere. I componenti della famiglia dei Medici, che non avevano mai nascosto la loro avversione per Bianca Cappello, non persero tempo. I funerali di Francesco furono quanto di più solenne e spettacolare fosse stato concepire. Il cadavere della povera Bianca venne seppellito, invece, di notte in una fossa comune e se ne persero le tracce. La stupenda villa di Pratolino, il nido d’amore dei due, venne lasciata in abbandono, tanto che l’edificio, che aveva destato tanta meraviglia nei visitatori, in epoca successiva dovette essere demolito. Al giorno d’oggi ne sopravvive lo splendido e misterioso parco e la gigantesca statua dell’Appennino, opera del Giambologna e unico silenzioso testimone, ormai, delle vicende dei due amanti. Tutti i ritratti di Bianca vennero distrutti così come gli oggetti che le erano appartenuti, gli stemmi cancellati. Nulla, nemmeno la memoria doveva sopravvivere della bella veneziana che aveva conquistato il cuore di Francesco de’ Medici. Solo rarissime immagini sono scampate a tanta furia annientatrice.

Eppure tanto accanimento non è riuscito nel suo intento. La figura di Bianca Cappello, a dispetto dell’odio della corte fiorentina, è rimasta una delle più celebri della famiglia dei Medici. E la vicenda dei due sfortunati amanti, si tinge ormai dei colori della compassione. E della tenerezza.


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Commenti (0) | January 28, 2010

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