Villa Cetinale


 


 

 

Tebaide era il nome che un tempo veniva attribuito al deserto dell’Alto Egitto dove nel III sec. d.C. molti eremiti si erano rifugiati per condurre vita ascetica e ricercare un più intimo contatto con Dio. Esperienze che, come quelle di Pacomio e Antonio, sono il fondamento di tutta la storia monastica successiva, sia occidentale che orientale.

Ebbene, perchè il giardino boscoso situato dietro ad una delle più splendide ville a sud di Siena porta questo nome? Una villa ed un parco, per giunta, appartenuti ad una delle più potenti famiglie dell’epoca, quei Chigi che, da ricchi banchieri senesi, si erano trasferiti a Roma e conducevano una vita sontuosissima, in palazzi lussuosi cui lavorarono artisti come Raffaello, Bernini, Peruzzi, della Porta. Una famiglia ricchissima che sfornò papi e cardinali, anche se purtroppo questo, come ben si sa, non costituiva affatto una garanzia di vita evangelica.

Eppure la potente dinastia dei Chigi non dimenticò mai le sue radici senesi, tanto che diverse sono le ville da loro costruite od acquistate nei dintorni della città del Palio dove conducevano una vita fastosa e gaudente. Non fece diversamente il cardinale Flavio Chigi, nipote del papa Alessandro VII, che affidò al genio di Carlo Fontana, allievo e collaboratore del Bernini, la realizzazione di una villa nei pressi dell’abitato di Sovicille.

L’architetto realizzò l’edificio fra il 1676 ed il 1716, con uno stile che risulta estraneo alle altre ville toscane, ma che proviene dal barocco più tipicamente romano. Decisamente barocca sono la forma ad “U” della costruzione e la monumentale scalinata, con due rampe di scalini, che domina la facciata posteriore dell’edificio, affiancata da una piccola cappella di mattoni a vista. Dello stesso Fontana, molto probabilmente, è il progetto del giardino, tutto impostato secondo un grande asse che inizia in pianura con una colossale statua di Ercole e, attraversa la villa, con i suoi giardini; per poi percorrere un viale fiancheggiato da monumentali file di cipressi e risalire fino alla sommità della collina retrostante con una scala in pietra, detta “Scala Santa”. Sulla sommità, alla fine della salita e del pendio ricoperto da un suggestivo bosco, vi è l’imponente edificio del romitorio, che fino alla fine dell’Ottocento accoglieva dodici frati. Un itinerario, quindi, che dal profano conduce al sacro. E che pare che il cardinale Chigi percorresse tutto i giorni, attraversando il bosco che fu proprio lui a voler chiamare Tebaide, i duecento scalini della Scala Santa fino al romitorio con la facciata dominata da una grande croce e con nicchie che contengono ognuna la figura di un santo.

Probabilmente il ricco e potente cardinale voleva con ciò espiare la sua colpa, l’uccisione di un rivale in amore in un attimo di gelosia. E anche per questo volle che tutto il bosco fosse attraversato da sentieri, viali, piazzole con statue di santi e di eremiti, da particolari architettonici che dovevano ispirare pii sentimenti. Così come la cappella dedicata ai dolori della Vergine.

Purtroppo non tutto quanto realizzato dal Fontana e dai suoi successori è sopravvissuto. Famosi erano i giochi d’acqua, le fontane e le finte rovine che un tempo dovevano essere veramente di grande impatto. Tanto che, fra ‘600 e ‘700, Villa Cetinale ed il suo giardino erano famosi in tutta Europa ed una meta obbligato per ogni viaggiatore colto. Di tutto questo magnifico capriccio di un cardinale potentissimo e malinconico, resta soprattutto la Tebaide, con le sue statue, i suoi angoli suggestivi, le sue grotte semisepolte dalle quali si ergono le figure di asceti e di strani personaggi che accompagnavano il visitatore nel suo itinerario mistico.

Resta soprattutto l’incredibile sensazione di trovarci nel mezzo di uno splendido teatro. Ed abbiamo l’effetto che gli attori siano scomparsi solo un attimo fa e, stiano per entrare in scena da un momento all’altro. Ma la scenografia è di una bellezza tale da togliere il respiro, fra gli alti cipressi, mentre lassù, sopra il verdissimo fondale, si staglia lontano ed altissimo il punto focale del romitorio.


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Commenti (0) | January 28, 2010

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