La Toscana e l’artigianato



Focalizzando il discorso sulla Toscana, ed in particolare su Firenze, questa è sempre stata una città di botteghe per eccellenza, tanto che il suo cantore, Riccardo Marasco, dedica a questa peculiarità la canzone, “Firenze bottegaia”, il cui ritornello suona così:

Firenze bottegaia di quando ero bambino e già ne andavo fiero di esser nato fiorentino….
Firenze bottegaia che ora non è più, ti han tradito quelli che ti devono di più………….

Le botteghe di Firenze infatti non sono più tante quante erano un tempo, molte sono ormai un ricordo e molti dei più bei negozi sono spariti per lasciare posto ad un commercio omologato a quello delle grandi capitali, dove sono soprattutto le grandi firme a farla da padrone. Tuttavia alcuni negozi storici sono rimasti, piccoli e grandi testimoni di un tempo passato, ricco di cultura e di tradizioni, che ancora oggi sono la forza della città. La carta, i cappelli di paglia, i manufatti in pietre dure, l’oreficeria sono solo alcuni dei prodotti dell’artigianato fiorentino.

Ma Firenze è solo l’inizio. Infatti tutto il territorio toscano vanta prodotti artigianali di grande pregio, per questo motivo volevamo farvi conoscere alcuni prodotti dell’artigianato della Toscana, perché questa regione non è solo equivalente di Gucci, Cavalli, Ferragamo e dei loro outlet. Infatti, questa è soprattutto una regione dove ancora il lavoro dei piccoli artigiani ha la sua importanza, tanto che è possibile vederli all’opera in piccole e grandi manifestazioni, come per esempio Mercantia, che si svolge a Certaldo nel mese di luglio e che, oltre a spettacoli teatrali e musica dal vivo, offre ai suoi visitatori la possibilità di vedere all’opera gli artigiani nei loro laboratori allestiti per le vie del paese. La varietà dei prodotti artigianali toscani è straordinaria e non finiremmo mai di parlarne. In ogni modo, se c’è un’arte che colpisce per la sua capacità di creare dal nulla oggetti di singolare bellezza, questa è l’arte che riesce a donare alla terra forma e colore, l’arte della ceramica.

Uno dei luoghi più famosi in Toscana legati alla produzione di ceramiche è l’Impruneta, a sud di Firenze, dove inizia il territorio del Chianti. E’ stata la particolare composizione di questa terra ricca di materiali argillosi che ha dato origine ai famosi manufatti in cotto dal tipico colore rosso. Questa produzione risale fino al Medioevo, quando gli artigiani fornivano alla vicina Firenze laterizi e orci, cioè contenitori per l’olio d’oliva. Anche i mattoni della cupola del Brunelleschi provengono dall’Impruneta, così come tanti manufatti presenti nelle maggiori architetture di Firenze. E poi ancora statue per giardini, pavimenti, conche da agrumi, vasi di ogni dimensione che ancora oggi vengono prodotti sia a livello industriale che artigianale.

Altri due luoghi sono da menzionare per la capacità di utilizzare la propria terra, plasmandola e trasformandola in eleganti forme: Sesto Fiorentino per le sue raffinate porcellane e Montelupo per le famose maioliche.

La manifattura della ceramiche Ginori fu fondata nel 1737 dal Marchese Carlo Ginori, che si fece costruire un rudimentale forno nella villa della sua tenuta di Doccia nei pressi di Sesto Fiorentino, Il paese, che fino ad allora si era retto su di una economia prevalentemente agricola, fu trasformato nella sua struttura economica e sociale, divenendo famoso in tutta Europa per le sue porcellane. Dopo l’acquisto dell’azienda da parte del gruppo Richard (avvenuta nel 1896) l’espansione venne ancora accentuata. Nel Museo Richard Ginori della manifattura di Doccia è possibile ammirare ogni aspetto di quasi tre secoli di produzione Ginori: le porcellane e le maioliche settecentesche ed ottocentesche, la produzione liberty dei primi anni del ’900, le opere progettate da Giò Ponti.

Montelupo, nel Valdarno, sorta con funzioni militari per contrastare Pisa, divenne un nodo strategico nel traffico fluviale e una fiorente piazza di mercato. L’ottima posizione ne fece ben presto un centro manifatturiero tra i maggiori della Toscana. La produzione di maioliche iniziò nel XIV secolo, favorita dalla facilità dei trasporti e nel Rinascimento ebbe il suo massimo splendore, tanto che troviamo tra i committenti nobili famiglie fiorentine come i Medici e gli Strozzi.

Nel Museo Archeologico e della Ceramica di Montelupo, allestito nelle sale di Palazzo del Podestà, sono esposti i reperti archeologici del territorio dalla Preistoria alla fine del Medioevo, e le ceramiche di fabbricazione locale rinvenute negli scavi urbani. Sono inoltre documentate le attività delle botteghe locali dal Basso Medioevo all’Età Moderna. Ogni anno, alla fine di giugno, la Festa Internazionale della Ceramica mette in mostra il meglio della produzione locale, con spettacoli artistici e visita alle fornaci. Presso la Scuola di formazione professionale per la ceramica artistica di Montelupo vengono organizzati, oltre ai corsi annuali, anche corsi brevi di ceramica della durata di un week-end o di una settimana.


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Commenti (0) | January 29, 2010

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