L’estate è quasi finita, ma la voglia di vacanza


L’estate è quasi finita, ma la voglia di vacanza ancora no! L’aria è sempre dolce e tiepida, le giornate ancora lunghe permettono di rimaner fuori fino a tardi; locali e bar all’aperto offrono a turisti e non la possibilità di rilassarsi tra un giro e l’altro seduti a un tavolino davanti, per esempio, a Palazzo Vecchio a Firenze o alla scalinata di Piazza Navona a Roma…è un bel periodo per visitare l’Italia, anche se mi rendo conto che forse lo dico per tutti i mesi, ma è perché Firenze, Venezia e Roma sono belle sempre sotto ogni cielo e con tutti i climi!

Cultura e Eventi
ROMA:

visto che ancora è tempo di bagni continuo nella segnalazione delle spiagge della capitale, ma questa volta vi parlo di un lido un po’ particolare: la spiaggia di Capocotta, circa 200 metri quadrati, attrezzati con chiostro, docce, servizi igienici, ombrelloni e lettini a sud della capitale, tra Ostia e Tor Vaianica, l’unica in Italia in cui il nudismo è autorizzato ufficialmente dal Comune. La zona ha una lunga storia di naturismo che inizia dagli Anni ’70 e proprio qui nel giugno scorso si è svolto il World Naturist Day che ha visto riunirsi su questo lido centinaia di nudisti, o come preferiscono essere chiamati, ‘naturisti’ italiani, ma anche inglesi, francesi, tedeschi. Il rispetto e l’educazione sono alla base della vita dei naturisti, riuniti in associazioni e animati da un vera e propria filosofia di vita che va molto al di là del semplice amore per la tintarella integrale. Ma Capocotta non è l’unica spiaggia del litorale laziale per chi vuol godersi il contatto con la natura a 360°; ce ne sono varie altre in cui il nudismo si pratica, ‘ufficiosamente’, in cui uomini e donne senza costume si aggirano sul bagnasciuga tollerati e rispettati: Santa Severa, Sperlonga, la cosiddetta Spiaggia dei 300 scalini.
Per maggiori informazioni sulle spiagge italiane in cui poter prendere il sole senza costume, potete guardare il sito dell’Unione Naturisti Italiani:
www.unionenaturisti.org
FIRENZE:
Siete amanti di Charlot? Le sue gags vi hanno sempre fatto ridere e avete sognato almeno una volta di assomigliare al Monello? Al Teatro Verdi potete avere l’occasione unica di rivivere le emozioni dei film di Chaplin nello stesso modo in cui le vivevano i suoi primi spettatori. Il circuito Atelier infatti, ripropone alcune delle sue più belle pellicole restaurate e con l’accompagnamento musicale dal vivo. L’ORT (Orchestra Regionale Toscana), diretta da Erasmo Gaudiomonte, eseguirà le bellissime musiche composte dallo stesso Chaplin per “Luci della città” il 14 e 15 settembre alle 21.00, per “Il Monello” (1921) e “Charlot e la maschera di ferro” il 21 e il 22, sempre alle 21.00. La musica per Chaplin ha sempre avuto un’enorme importanza e proprio l’accostamento perfetto tra suoni, melodia e immagini hanno reso unici i suoi film. Il biglietto costa £ 13.000, l’abbonamento per tre film £ 30.000.
Nelle colline circostanti invece, nel paese medievale dell’Impruneta, il 24 settembre si svolge una manifestazione molto suggestiva: “La Festa dell’Uva” che celebra la raggiunta maturazione dell’uva, uno dei prodotti più tipici dell’agricoltura toscana. La festa è nata nel 1926 ed è quindi tra le più antiche sagre ancora sopravvissute nella regione; i quattro rioni della città costruiscono ognuno un carro allegorico ispirato al’uva o al vino o a qualunque tema che gli giri intorno. Sui carri salgono poi gli abitanti del paese e nel pomeriggio si snoda una sfilata per le strade e le piazze, che una giuria è preposta a giudicare per assegnare il premio finale al miglior carro.
L’ingresso è a pagamento, il biglietto costa £ 5.000. Per informazioni: 0039 055 2313729
VENEZIA:
Se siete in giro per le isole della Laguna, fermatevi a Murano, l’isola forse più famosa e a ragione. Con le sue case colorate, ma soprattutto con i suoi vetri d’arte l’isola è veramente unica nel suo genere. Tantissimi i negozi di oggetti d’arte, in cui si possono trovare le famose murrine e tantissime altre creazioni dei maestri veneziani, inoltre si può assistere alla fusione e alla lavorazione del vetro, visitando una delle fabbriche presenti sui canali. proprio all’arte dei maestri di Murano è dedicato il Museo del vetro oggi ospitato nell’antico Palazzo dei Vescovi di Torcello, nato nel 1861 come archivio per raccogliere tutta la documentazione storica dell’isola ed alcuni vetri antichi prodotti a Murano. Le collezioni furono riordinate nel ’32, con l’aggiunta di pezzi delle collezioni Correr, Cicogna e Molin.
L’isola, come tutte le altre della laguna, si raggiunge con il vaporetto da S. Marco. A proposito di vaporetto, è divertente pensare che ai motoscafi di linea tra calli e canali (che fanno le veci degli autobus di una qualunque altra città italiana!) è rimasto – ed è una vera e propria tradizione cittadina – un nome che indica la sua antica propulsione a vapore ormai abbandonata da anni.

Commenti (0) | September 1, 2009

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