In memoria della Shoah


ShoahAnche in questo 2010 lo staff di Tuscany Travel vi accompagnerà alla scoperta degli angoli più remoti della splendida Toscana sperando che, racconto su racconto, possiate anche voi appassionarvi alla nostra cultura e alle nostre tradizioni.

Lo scorso mese vi abbiamo lasciato augurandovi buone feste con la ricetta di un tipico dolce della Maremma grossetana, di Pitigliano per l’esattezza, i cosiddetti sfratti, legati alla tradizione ebraica e alle vicende storiche che qui visse questa minoranza culturale. Questo mese vorremmo proseguire il nostro viaggio ripercorrendo una delle tappe più dolorose della storia dell’umanità e della comunità ebraica: la Shoah.

Il 27 Gennaio viene celebrata in tutto il mondo La giornata della memoria, ad eterno ricordo dei 6 milioni di ebrei sterminati dal regime nazista prima e durante la seconda guerra mondiale in virtù di un antisemitismo che già dagli anni 20 aveva cominciato a radicarsi in Germania e non solo. L’Italia, nonostante la sua longeva tradizione di stato tollerante e liberale, in seno al regime fascista, promulgò una legislazione antisemita nel 1938 che costrinse migliaia di ebrei italiani all’esilio nei ghetti, nei campi di concentramento o di sterminio che furono aperti sulla scia del regime nazista.

Gli ebrei in Italia vantavano una lunga tradizione di integrazione e armoniosa convivenza con le comunità e le società in cui si erano inserite col passare del tempo e in cui avevano introdotto elementi e tratti della propria cultura, apportando notevoli contributi al miglioramento e all’evoluzione delle società moderne, dal punto di vista economico, politico, finanziario, culturale. Anche la Toscana, come abbiamo già ricordato nella Newsletter dello scorso mese, ha conosciuto nel corso dei secoli la nascita e la crescita di importanti comunità ebraiche che hanno favorito un fertilissimo scambio di elementi culturali, soprattutto durante quel rigoglioso periodo che fu il Rinascimento e che vide nella Toscana e nel suo capoluogo le punte di massimo spicco in seno alla corte di Lorenzo il Magnifico.

La comunità ebraica più importante in Toscana fu quella di Livorno che, grazie alla sua natura stessa di porto marittimo (fu uno dei più importanti del Mediterraneo, fondato dai Medici proprio per avere un accesso al mare), favoriva un continuo scambio ed incontro di culture e religioni, ulteriormente incentivato dalla cosiddetta Livornina, una legislazione emanata dal Granduca di Toscana Ferdinando I che garantiva libertà di insediamento a chiunque senza discriminazione alcuna.

In occasione de La giornata della memoria la regione Toscana ha organizzato numerosi eventi e manifestazioni a ricordo dei tragici avvenimenti del secolo scorso, in particolare in quei luoghi che furono veri e propri protagonisti delle stragi operate contro gli ebrei, come Castelnuovo Garfagnana da dove, il 25 Gennaio, partirà un treno per Auschwitz dedicato ad un viaggio-studio per gli studenti delle province toscane.

Firenze offrirà il suo tributo alla Shoah con diversi eventi, tra cui vale la pena ricordare Stones della compagnia Orto-Da Theatre Group. Si tratta di una rappresentazione teatrale che trae origine dalla scultura di Nathan Rapoport dedicata alle vittime dell’olocausto ebraico e posta all’ingresso del Ghetto di Varsavia nel 1948, ideata e rappresentata da una compagnia teatrale israeliana che nasce verso la fine del secolo scorso in una paese dilaniato dagli eterni scontri culturali tra passato e innovazione (da qui il loro nome ORTO – ortodosso, DA – dada).

Molti eventi sono dedicati ai più giovani, agli studenti in particolar modo, ovvero a coloro che rappresentano il futuro e che hanno il dovere di imparare dagli errori del passato per non commetterne di simili, di mantener viva la fiamma del ricordo e proteggere i diritti umani, di qualsiasi razza e religione contro ogni sopruso o abuso di potere. Si tratta di incontri, discussioni, proiezioni di film e letture di libri, concerti e testimonianze di persone che hanno vissuto sulla propria pelle quei tragici avvenimenti di cui noi abbiamo solo sentito parlare.

Vi lasciamo con una frase di Piero Terracina, deportato ad Auschwitz insieme alla sua famiglia ed unico sopravvissuto:

Auschwitz era il posto dove chi sopravviveva, veniva privato di ogni diritto. Non poteva avere ricordi, anche il ricordo dei familiari, il senso della famiglia veniva schiacciato dall’esigenza di sopravvivere.

Commenti (0) | January 15, 2010

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