Taglierini alla Montignoso


Taglierini alla Montignoso

This recipe comes from a recommended restaurant – Albergo di Montignoso. The mineral water of the area allows them to take good produce out of the garden and into the kitchen. The manager is Pietro Del Giudice, who for 10 years has led the agency for the tourism in Florence. His wife, has made the more traditional recipes a huge success. Starting with Taglierini alla Montignoso, which a long time ago bought happiness into their family.

Break them into pieces by hand, good thickness, but small width. Leave them to breathe. And in a deep pot put beans, potatoes, onion, celery, parsley, carrot and grass of Prato, nettle and tarassaco. With everything cut up you then add water. After it boils, put it down on a low heat. When the beans are cooked, seperate them from the rest of the mixture to create a rather dense broth.

Now, apart from the rest, beat together garlic, celery, basil and some mixed herbs. Put them on a low flame with some olive oil and mix in some of the broth you made before.

Then through away the garlic, then pouring the herbs into a colander, pour in the broth and mix in the beans with the herbs. Pour the mixture upside down and keep it warm. Add the taglierini to it, and while its cooking, remember to add garlic and pepper to give it extra flavour.

Recipes kindly supplied by Il Tirreno


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Commenti (0) | March 16, 2010

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Taglierini alla Montignoso


Vi raccommando questo ristorante-albergo di Montignoso. Le acque oligo-minerali della zona danno ai prodotti dell’orto e poi a quelli della cucina sapori ineguagliabili. Il patron è Pietro Del Giudice, un personaggio apuano, che per dieci anni ha condotto l’Ente Prov. del Turismo di Firenze. Il suo locale è stato il rendezvous a Maccari, a Pea, a Piccioni, a Chiara. Sua moglie Maura, che sta ai fornelli, ha alleggerito i piatti tradizionali riscuotendo un grande successo. Cominciamo dai taglierini alla Montignoso, un “primo” di lunga elaborazione che un tempo rendeva felici i cavatori del marmo e le loro famiglie.

Taglierini a mano, è ovvio, di buon spessore, ma fini come larghezza. Lasciateli riposare. E in una pentola profonda mettete fagioli borlotti (se sono secchi vanno ammollati e cotti più a lungo), patate, cipolla, sedano, prezzemolo, carota ed erbe di prato, ortica, tarassaco, tutto quello che trovate. E tutto spezzato e tagliato. Aggiungete acqua abbondante. Dopo il bollore andate avanti a fuoco lento. Quando i fagioli sono cotti separateli dal resto e il resto passatelo in modo da avere un brodo piuttosto denso.

Ora, a parte, fate un battuto con aglio, prezzemolo, basilico e tutti gli odori. Indoratelo a fuoco basso con olio extra vergine d’oliva allungandolo con un po’del brodo della pentola. Quindi gettate l’aglio, passate le erbe cotte in uno scolapaste a fori piccoli, eliminate il brodo di cottura, unite i fagioli a quel che rimane delle erbe, rovesciate tutto quanto nella pentola dove il brodo di partenza sarà rimasto caldo, metteteci i taglierini, amalgamate con il mestolo e fate cuocere la pasta dando un ultimo contributo di aglio crudo e pepe.

Testi gentilmente forniti da “Il Tirreno


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Commenti (0) | February 22, 2010

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